Ricreazione: l’anteprima il 29 ottobre in sala dei Notari

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date
28 ottobre 2026
- Redazione
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Ascoltare le studentesse e gli studenti, dare spazio alle loro domande e alle loro critiche, interrogarsi sul ruolo della scuola in un tempo segnato da guerre e riarmo. È da queste due prospettive che prende il via, giovedì 29 ottobre, Ricreazione 2026, il festival della scuola pubblica, democratica e coraggiosa, con due appuntamenti alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori che anticipano e introducono il programma della manifestazione.

La mattina, dalle 10.30 alle 12.30, la voce degli studenti metterà al centro il punto di vista di chi la scuola la vive ogni giorno. Nel pomeriggio, dalle 17.30 alle 19.30, Cosa vuol dire educare alla pace? aprirà una riflessione sul significato della nonviolenza nella pratica educativa e sulla responsabilità della scuola nella costruzione di una società democratica.

Due temi distinti ma profondamente connessi, che restituiscono il senso di ricreazione: creare uno spazio pubblico di confronto nel quale la scuola possa parlare di sé, condividere esperienze, mettere in comune saperi e conflitti, superando una narrazione troppo spesso concentrata sull’emergenza, sulle punizioni e sulla selezione. una scuola democratica non si limita a insegnare la democrazia, ma la pratica quotidianamente attraverso l’ascolto, la cooperazione e la convivenza tra differenze.

Come spiega Fabio Barcaioli, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione: “Come abbiamo visto in Serbia, dove gli studenti sono stati protagonisti di una straordinaria mobilitazione democratica, le nuove generazioni hanno la capacità di incidere sul presente e di determinare il futuro. È per questo che abbiamo scelto di aprire Ricreazione dando loro la parola, riconoscendo che la scuola deve prima di tutto saper ascoltare chi la vive ogni giorno. E proprio perché crediamo che la scuola sia uno dei luoghi fondamentali in cui costruire una cultura di pace, l’incontro del pomeriggio sarà l’occasione per lanciare una proposta al governo Meloni, inserire nei programmi scolastici lo studio dei filosofi della nonviolenza, a partire da Aldo Capitini. Vogliamo che la pace diventi una pratica quotidiana, uno strumento per comprendere i conflitti e affrontarli attraverso il dialogo, la partecipazione e il rispetto delle differenze”.

La voce degli studenti: la scuola parte dall’ascolto.
Il primo appuntamento, in programma dalle 10.30 alle 12.30, vedrà i saluti istituzionali di Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia e Fabio Barcaioli, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione. Interverranno Roberto Contu, insegnante e scrittore, e Christian Raimo, insegnante, giornalista e scrittore.

Al centro dell’incontro ci saranno le domande, i desideri e le critiche delle studentesse e degli studenti: un’occasione di dialogo aperto per riconoscere loro un ruolo attivo nella riflessione sulla scuola e sulle sue trasformazioni.

Un tema particolarmente significativo nel contesto attuale, in cui le richieste di ascolto che arrivano dal mondo studentesco sollecitano la comunità educante a interrogarsi sulle forme della partecipazione e sulla possibilità di costruire relazioni più autentiche tra chi insegna e chi apprende. L’obiettivo è rimettere al centro il punto di vista dei giovani, troppo spesso coinvolti nel dibattito sulla scuola soltanto in un secondo momento, e riconoscere nell’ascolto una condizione essenziale per una scuola realmente democratica.

Cosa vuol dire educare alla pace?
Nel pomeriggio, dalle 17.30 alle 19.30, la sala dei notari ospiterà il confronto cosa vuol dire educare alla pace? con Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria; Fabio Barcaioli, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione; Massimiliano Marianelli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia; Massimo Pomi e Alberto Stella, insegnanti e dirigenti scolastici; Denise Vincenti, ricercatrice di storia della filosofia all’Università degli Studi di Perugia. Modera Matteo Santarelli, ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna.

In un tempo attraversato da conflitti internazionali e politiche di riarmo, l’incontro proverà a rispondere a una domanda centrale: come può la pace diventare una pratica quotidiana di insegnamento, anziché restare un principio astratto o una ricorrenza celebrativa?

Perugia, città di Aldo Capitini e della Marcia per la pace, offre a questa riflessione un contesto particolarmente significativo. La tradizione della nonviolenza e della partecipazione democratica diventa così il punto di partenza per interrogarsi sulle responsabilità della scuola, sulle relazioni educative e sulla possibilità di formare persone capaci di affrontare i conflitti attraverso il dialogo e la convivenza.

Quattro giornate per ripensare la scuola. I due appuntamenti del 29 ottobre aprono il percorso di Ricreazione 2026, in programma a Perugia fino al 1 novembre. Il festival porterà nel centro storico oltre 50 appuntamenti, più di 100 relatori e protagonisti e 15 sessioni di laboratorio, distribuiti in quattro giornate di incontri, confronti e attività.
Ideato e promosso dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione della Regione Umbria, il festival è co-organizzato dal Comune di Perugia, con il partenariato tecnico di Sviluppumbria e Camera di Commercio dell’Umbria.

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