Aeroporto: “la tassa comunale sui passeggeri incide su economia dell’Umbria”

Comunicato della consigliera Scoccia

date
01 ottobre 2026
- Redazione
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«C’è una tassa di 6,50 euro che viene pagata su ogni biglietto aereo in partenza dal nostro aeroporto. Abbiamo chiesto di aprire una discussione seria su questo tema perché abbassare il costo di chi vola significa rendere più competitivo lo scalo, attrarre nuove rotte e generare economia sul territorio. La sinistra, e in primo luogo il Partito Democratico, ha votato contro». È stato respinto in commissione l’ordine del giorno firmato da Margherita Scoccia e da Fratelli d’Italia che chiedeva al Comune di Perugia di promuovere presso Regione Umbria e Governo nazionale una valutazione sulla riduzione o sull’abolizione dell’addizionale sui diritti d’imbarco applicata all’Aeroporto internazionale dell’Umbria.

L’atto chiedeva all’amministrazione comunale di aprire un’interlocuzione istituzionale su uno strumento già adottato o rimodulato in altre realtà italiane. «Abbiamo chiesto al Comune di attivarsi affinché sia la Regione a farsi carico di questi 2,2 milioni l’anno facendoli risparmiare ai cittadini – le parole della prima firmataria -. Le compagnie low-cost, anche per questo motivo, decideranno se continuare a investire su Perugia o far volare i loro aerei in qualche altra città». In aula Scoccia ha portato alcuni esempi di altre realtà italiane: «Friuli Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sardegna, e l’esenzione per Rimini, Forlì e Parma mostrano che la fiscalità aeroportuale viene già usata come leva di politica economica».

Nel dibattito è stato richiamato da Margherita Scoccia anche il peso economico dello scalo per il territorio regionale, sia in termini di attrattività turistica sia di ricadute su commercio, ricettività e servizi. «Pensiamo a quanto spende ogni giorno un turista che atterra in Umbria per capire il valore di ogni volo in più. Ognuno di essi genera centinaia di euro di indotto per il territorio – è stato detto – il tema dunque non è solo aeroportuale ma riguarda alberghi, ristorazione, commercio e servizi».

Secondo l’ordine del giorno la riflessione andava collocata dentro una strategia più ampia di sviluppo dello scalo. «Far pagare meno tasse a chi vola significa nuove rotte, più concorrenza tra compagnie e un indiscutibile ritorno economico sul territorio. L’aeroporto di Perugia è uno strumento strategico per attrarre investimenti e per generare nuova economia – ha osservato Scoccia – la politica dovrebbe misurarsi su questo». E infine: «In un momento in cui l’Umbria chiede sacrifici fiscali a cittadini e imprese – conclude Margherita Scoccia – sarebbe utile aprire un confronto su strumenti in grado di generare sviluppo, occupazione e attrattività».

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