Tsu: Matteo Bavera presenta il libro “Amleto va alla Kalsa”

Il 21 febbraio al Santa Cecilia

date
19 febbraio 2026
- Redazione
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Terzo appuntamento della Stagione 25/26 con “INCONTRI SU CARTA”, la serie di incontri organizzati dal TSU in collaborazione con le librerie indipendenti di Perugia – POPUP, Edicola 518 e Mannaggia – Libri da un altro mondo – per incontrare gli autori, i registi e gli attori legati al TSU e alla Stagione del Teatro Morlacchi, questa volta in veste di scrittori.

Sabato 21 febbraio alle 17.30, all’Auditorium Santa Cecilia in collaborazione con Edicola 518, si terrà la presentazione del libro edito da minimum fax “Amleto va alla Kalsa” di Matteo Bavera, una delle figure di spicco del teatro italiano contemporaneo e direttore per vent’anni del Teatro Garibaldi di Palermo, che ha trasformato in un’eccellenza italiana ed europea.

Insieme all’autore interverranno: Nino Marino Direttore del TSU, Piergiorgio Giacchè antropologo culturale e storico del teatro, Moreno Cerquetelli giornalista RAI, autore e curatore di programmi culturali dedicati al teatro, Brigitte Salino critica teatrale e storica firma di Le Monde; con letture dell’artista Carolina Balucani.

Inaugurato nel 1861 da Giuseppe Garibaldi, l’omonimo teatro sorge al centro della Kalsa, uno dei quartieri più difficili e violenti di Palermo. Rimasto chiuso a lungo, vandalizzato nei molti anni di abbandono, è stato riaperto negli anni Novanta grazie a una serie di progetti geniali, primo fra tutti la trilogia shakespeariana diretta da Carlo Cecchi, composta da Amleto, Sogno di una notte d’estate e Misura per misura. Cecchi – circondato da una variopinta corte di personaggi che sembrano a loro volta usciti da un dramma di Shakespeare, spesso comici, talvolta tragici – ha saputo sfruttare questo luogo unico, assorbendo il degrado strutturale nella scenografia, inglobando nella rappresentazione i rumori ostinati del quartiere, addirittura incorporando il costante pericolo di crolli. Il risultato era un’esperienza immersiva senza precedenti, la manifestazione fisica di quella magia del teatro che a pochi è data la fortuna di sperimentare. Artefice della rinascita del Garibaldi e suo direttore artistico, Matteo Bavera racconta con dovizia di dettagli e aneddoti una delle storie più affascinanti del teatro italiano, soffermandosi non solo sulle produzioni artistiche ma sul rapporto fra il teatro e gli abitanti del quartiere, sul dialogo – condito di alti e bassi – con l’amministrazione cittadina e con la società civile, decisa a liberarsi dalla cappa soffocante della mafia all’indomani delle stragi di Capaci e di via d’Amelio, sulle polemiche, le liti, i trionfi, le tournée internazionali. E ci regala una storia a metà tra il reportage, il memoir intimo e il meta-teatro, capace di far rivivere, fugacemente, un incanto irripetibile.

Dalla prefazione di Goffredo Fofi – “Che bella, che grande avventura è stata quella del Teatro Garibaldi a Palermo! Un rudere portato a nuova vita, in un angolo di piazza Magione, un rudere che nessuno avrebbe mai detto potesse servire a qualcosa, nello stato in cui si trovava. (…) Il racconto che fa Matteo Bavera di questa straordinaria vicenda artistica e sociale è davvero affascinante; è la storia di una delle più belle avventure del teatro europeo del Novecento, che pure ne è così ricco. E rimanda a un “possibile” che è forse, che dovrebbe e potrebbe essere più italiano che non di altrove, poiché è nella nostra penisola e in particolare nel nostro Sud e nelle nostre Isole che è possibile trovare, come diceva Carlo Levi, “un volto che ci somiglia”. La Palermo che abbiamo amata è possibile ancora amarla, anche tantissimo e anche se sembra più veritiero dire, oggi, “che ci somigliava”. E sarebbe bello che queste pagine ispirassero altri teatranti e non solo teatranti ricordando loro “le meraviglie del possibile”. L’antico può tornare a tornato a parerci contemporaneo, se solo noi lo volessimo… Come è accaduto a Palermo grazie ad amministratori coscienti, a operatori culturali accorti, e ad artisti veri, ai “persuasi” nemici dei retori.”

Matteo Bavera è nato a Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina. È una delle figure di spicco del teatro italiano contemporaneo, anche per la capacità di spaziare dal campo organizzativo a quello artistico. Ha collaborato con Carmelo Bene, Leo de Berardinis, Carlo Cecchi e Krystian Lupa, prodotto Antonio Latella, Raúl Ruiz, Jo Lavaudant, Emma Dante, Franco Scaldati. Ha diretto per vent’anni il Teatro Garibaldi di Palermo, trasformandolo in un’eccellenza italiana ed europea, e ha riaperto il Teatro Vittorio Alfieri di Naso (Messina).

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