La via del benessere: il 28 giugno l’Urban Trekk
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Salute mentale, Ferdinandi: “Il piano regionale segna un passaggio culturale, dalla frammentazione alla cura di comunità”
La sindaca di Perugia è intervenuta alla presentazione del Piano di Azioni Regionale per la Salute Mentale valorizzando il cambio di paradigma proposto
La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, è intervenuta alla presentazione del Piano di Azioni Regionale per la Salute Mentale della Regione Umbria, valorizzando il cambio di paradigma proposto dal documento, dalla frammentazione dei servizi a una presa in carico integrata, territoriale e centrata sulla persona.
“Il Piano regionale per la salute mentale rappresenta un passaggio importante, non solo organizzativo, ma culturale. Parlare di salute mentale significa parlare della vita concreta delle persone, delle relazioni, delle famiglie, della scuola, del lavoro, dell’abitare, della solitudine e del futuro.
Lo dico come sindaca di Perugia, ma anche come psicologa clinica, con la consapevolezza che la sofferenza mentale non nasce mai nel vuoto. Si colloca dentro una biografia, dentro un contesto di relazioni e dentro condizioni materiali e simboliche di vita. Per questo la risposta deve essere integrata, continua e capace di costruire percorsi intorno alla persona.
Uno dei passaggi più innovativi del Piano è l’istituzione del Dipartimento di Salute Mentale Integrato, il DSMI, organizzato secondo una logica a matrice. È una scelta che punta a superare la separazione tra salute mentale adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, dipendenze e salute mentale forense.
Le persone non vivono i propri bisogni secondo le divisioni amministrative dei servizi. Se i bisogni sono intrecciati, anche le risposte devono esserlo. Il DSMI a matrice non è solo una scelta organizzativa, ma una scelta di visione.
Il Piano richiama inoltre il valore della prevenzione, della presa in carico precoce, delle Case della Comunità, delle cure primarie, dello psicologo di cure primarie, del Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato di Vita e del Budget di Salute. Sono strumenti fondamentali per passare dalla prestazione al progetto di vita, tenendo insieme cura, autonomia, inclusione, abitare, lavoro e partecipazione.
In questa prospettiva il ruolo dei Comuni è centrale. I Comuni sono il primo luogo istituzionale della prossimità, dove molte fragilità diventano visibili. Perugia, come città capoluogo e città universitaria, vuole essere parte attiva di questa alleanza.
Voglio valorizzare anche il metodo con cui il Piano è stato costruito, attraverso il coinvolgimento di professionisti, servizi, istituzioni, associazioni, familiari, utenti, rappresentanze sociali e soggetti del terzo settore. La partecipazione non è un elemento formale, ma una condizione di efficacia.
Ora la sfida è trasformare questa visione in pratica quotidiana, con risorse, personale, formazione, monitoraggio e responsabilità chiare. Perugia è pronta a fare la propria parte, dentro un’alleanza leale e concreta con Regione, Aziende sanitarie, professionisti, terzo settore, scuole, università e famiglie. La salute mentale è una delle grandi infrastrutture sociali del nostro tempo”.




