Salario minimo negli appalti pubblici: il punto nel question time

La sindaca ha risposto all’interrogazione di FDI

date
14 ottobre 2026
- Redazione
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Illustrando l’interrogazione sulle linee guida comunali in materia di salario minimo negli appalti pubblici, Nicola Volpi ha riferito che il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 78 del 04/11/2024, ha approvato un ordine del giorno volto a sostenere l’introduzione del salario minimo comunale.

In attuazione di tale indirizzo, la Giunta Comunale ha successivamente approvato la delibera n. 429 del 22/10/2025 “Linee d’indirizzo per la tutela della retri­buzione minima salariale nei contratti pubblici del Comune di Perugia”, volta a introdurre nei bandi di gara d’appalto e di concessione dell’Ente criteri premiali per garantire un trattamento economico minimo orario non inferiore a 9 euro lordi per i lavoratori impiegati nelle commesse pubbliche comunali (come avvenuto nella regione Toscana).

Tale indirizzo “toscano” è stato tuttavia dichiarato illegittimo dalla Consulta in quanto “lede in modo in­ sanabile la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di “tutela della concor­renza”.

Pertanto i consiglieri chiedono:

-Se l’Amministrazione, preso atto che la Sentenza n. 60/2026 della Corte Costituzionale è successiva agli atti istruttori e deliberativi del Comune, abbia già avviato un’immediata verifica tecnica e di tenuta giuridica tramite l’Avvocatura dell’Ente e i dirigenti competenti.

-Come la Giunta intenda procedere per revocare o adeguare con urgenza le linee guida ap­ provate con la deliberazione n. 429/2025, al fine di salvaguardare i prossimi bandi di gara comunali da inevitabili ricorsi delle imprese partecipanti alla luce del divieto imposto dalla Consulta.

-Se l’Amministrazione non ritenga doveroso convertire l’attuale impostazione (ormai superata dagli eventi giuridici) in un’applicazione rigorosa e concreta delle prerogative previste dal quadro normativo nazionale e dall’art. 11 del Codice dei Contratti Pubblici.

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Su questa vicenda la sindaca Vittoria Ferdinandi ha distinto tra due piani; il primo è quello della responsabilità di adeguare i quadri normativi rispetto a principi giurisprudenziali a tutela necessaria di ogni atto amministrativo che promana dall’Ente. In quest’ottica il Comune provvederà ad adeguare le linee guida al pronunciamento della Corte Costituzionale.

Allo stesso tempo, però, l’Amministrazione vuole ribadire il valore politico di quelle linee di indirizzo, essendo fondamentale utilizzare ogni strumento possibile per contrastare il lavoro povero e per costruire servizi che garantiscano la dignità del lavoro.

Sulla vicenda legata alla sentenza, in ogni caso, gli uffici hanno svolto e concluso gli approfondimenti; va precisato però che il pronunciamento della corte costituzionale non annulla la delibera del Comune di Perugia, ma impone di adeguarla alla sentenza che mette l’accento sulla violazione di una competenza legislativa Stato-Regione, riservandola al livello nazionale. La sindaca ha quindi rivolto un invito a FDI, partito di governo nazionale, di farsi portavoce della necessità di adeguare la normativa italiana ad un’esigenza, quella della tutela del lavoro “povero”, non più rinviabile.

In merito al punto 2 la sindaca ha spiegato che il criterio premiale dei 9 euro (nel periodo ricompreso tra la delibera del Comune e la sentenza della C.C.) non è mai stato applicato negli appalti del Comune di Perugia perché nella costruzione delle gare si è sempre fatto riferimento al contratto collettivo nazionale i cui tabellari minimi garantivano già il salario a 9 euro. Esistono tuttavia comparti i cui tabellari quella soglia minima non la garantiscono. Su questo serve quindi un intervento del legislatore nazionale.

Restano comunque validi tutti gli altri principi contenuti nella delibera del Comune non interessati dalla pronuncia della C.C.

Infine la sindaca sull’ultimo punto (adeguamento all’art. 11 codice contratti pubblici) ha spiegato che la delibera comunale già contiene tale riferimento nei primi due punti (rispetto rigoroso dei contratti collettivi nazionali).

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In replica Nicola Volpi ha posto l’accento sul tema del salario giusto su cui il Governo ha già avviato una interlocuzione con le categorie sindacali. In merito all’interrogazione ha accolto con soddisfazione il riferito adeguamento delle linee guida comunali alla sentenza della Corte Costituzionale.

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