In occasione del question time, Edoardo Gentili e Augusto Peltristo (Fare Perugia con Romizi – Forza Italia) hanno ricordato che il Piano comunale di edilizia scolastica prevede, tra gli interventi programmati, l’adeguamento sismico-normativo e l’efficientamento energetico della scuola primaria di Sant’Erminio, per un importo complessivo pari a 2,5 milioni di euro e una nuova scuola primaria in località San Martino in Campo, finanziata con fondi Pnrr, per un importo complessivo pari a 4,3 milioni.
Con riguardo alla primaria di Sant’Erminio, i consiglieri specificano che il progetto definitivo risulta approvato nel mese di febbraio 2025 e, come riportato nella determinazione dirigenziale n. 3336 dello scorso dicembre, “i lavori risultano già virtualmente appaltati in forza dell’Accordo Quadro stipulato da Invitalia S.p.A.”. Con riferimento alla nuova scuola di San Martino in Campo, invece, nel mese di settembre è stata comunicata una proroga dei lavori, fissando il termine di consegna dell’edificio al mese di dicembre 2025.
A seguito di sopralluoghi effettuati e di segnalazioni pervenute da parte di cittadini e di attività commerciali presenti nell’area, è stato riscontrato che, allo stato attuale, i lavori presso la scuola primaria di Sant’Erminio non risultano avviati.
Analogamente, alla data odierna, i lavori relativi alla realizzazione della scuola primaria di San Martino in Campo non risultano completati.
Di qui le richieste dei consiglieri all’amministrazione sui tempi previsti per l’avvio dei lavori di adeguamento e riqualificazione della primaria di Sant’Erminio e quelli di conclusione. Chieste, altresì, le tempistiche per il ripristino delle attività scolastiche nella sede di via Gattapone, il termine presunto di conclusione dei lavori per la primaria di San Martino in Campo e per il ripristino delle attività scolastiche nel medesimo plesso.
L’assessora Tizi si è soffermata sul contesto organizzativo e amministrativo in cui oggi opera il Comune. “I finanziamenti (fondi sisma e Pnrr) – ha detto – sono stati richiesti nella precedente consiliatura, in una fase storica, quella post-Covid, in cui il Governo ha aperto canali straordinari di finanziamento per gli enti locali. È stata colta un’opportunità importante, ma è stata costruita una programmazione di interventi estremamente ambiziosa senza un corrispondente investimento sul rafforzamento della macchina amministrativa”.
“Oggi – ha proseguito Tizi – l’Ufficio tecnico dell’edilizia scolastica del Comune di Perugia è composto da 11 persone che stanno seguendo interventi per oltre 24 milioni. Questo squilibrio incide sulla complessità gestionale, sui tempi dei procedimenti e sulla capacità di reggere simultaneamente una mole di cantieri e di iter autorizzativi senza precedenti. Questo non è un alibi, è un dato politico: si è scelto di caricare il Comune di una quantità straordinaria di opere senza costruire una struttura amministrativa adeguata a governarle”. Inoltre, “su interventi finanziati con fondi Pnrr e sisma il Comune non è libero di organizzare tempi, modalità di affidamento e gestione dei lavori come farebbe su un intervento ordinario. Le regole non le detta l’Amministrazione comunale, ma il tipo di finanziamento. Accordi quadro obbligatori, soggetti attuatori esterni, iter autorizzativi multilivello e controlli stringenti riducono drasticamente i margini di manovra politica e amministrativa locale”.
L’intervento sulla scuola primaria di Sant’Erminio – ha ancora riferito Tizi – rientra nel programma di ricostruzione post-sisma ed è finanziato tramite l’Ordinanza speciale n. 31/2021. Ciò comporta una disciplina attuativa particolarmente rigida: l’obbligo di adesione agli accordi quadro di Invitalia per l’affidamento delle attività di progettazione, direzione lavori e lavori, il coinvolgimento degli Uffici speciali per la ricostruzione e del Commissario straordinario, nonché il raccordo con il Gse per la parte di efficientamento energetico. In questo quadro il Comune non è il regista unico dell’intervento, ma uno dei soggetti di una filiera istituzionale molto più ampia. Il progetto definitivo è stato approvato in Conferenza unificata, con riconoscimento anche di un incremento del finanziamento concedibile. Nelle more dell’approvazione del progetto esecutivo e del completamento dell’iter autorizzativo, durante l’estate 2025 sono stati eseguiti interventi di adeguamento della sede provvisoria ed è stato organizzato lo spostamento delle classi in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
La delocalizzazione degli alunni è stata pianificata con anticipo. Gli alunni sono oggi ospitati nel plesso Ciabatti, recentemente ristrutturato, in spazi più contenuti rispetto alla sede originaria, ma comunque adeguati.
Il progetto esecutivo è stato trasmesso agli Uffici speciali per la ricostruzione e al Commissario straordinario per l’approvazione finale a settembre. L’iter si è poi rallentato per problematiche connesse al rapporto con il Gse per il cofinanziamento energetico: solo di recente è pervenuto il decreto di finanziamento a valere sul Conto Termico e il documento istruttorio propedeutico al decreto definitivo del Commissario.
Questi ultimi passaggi “sono stati sbloccati anche grazie a un intervento diretto, insistente e straordinario dell’Amministrazione, che ha sollecitato più volte gli interlocutori istituzionali per evitare ulteriori slittamenti. Se, come assicurato dagli uffici competenti, la definizione dell’iter autorizzativo si concluderà entro le prossime settimane, l’avvio del cantiere è ragionevolmente previsto nel corso della primavera, con impresa già individuata in virtù dell’adesione obbligatoria agli accordi quadro di Invitalia”.
Per quanto riguarda la nuova scuola primaria di San Martino in Campo, l’intervento, finanziato nell’ambito del Pnrr, è anch’esso soggetto all’obbligo di adesione agli Accordi quadro di Invitalia per l’aggiudicazione dei lavori. L’intervento era già avviato all’inizio del mandato e l’amministrazione lo sta portando avanti. Il progetto prevede la demolizione dei due plessi attualmente utilizzati per la primaria “Rugini” e la realizzazione di un nuovo edificio scolastico a San Martino in Campo, con successiva demolizione del plesso di Santa Maria Rossa. Un’operazione “unitaria e non scindibile, che comporta una complessità logistica e organizzativa rilevante”.
Tizi ha riferito che l’impresa appaltatrice ha manifestato nel tempo alcune difficoltà organizzative che hanno determinato ritardi nell’esecuzione di alcune lavorazioni, pur senza compromettere, allo stato attuale, il raggiungimento dei target e delle milestone Pnrr.
Le lavorazioni interne sono in una fase avanzata di esecuzione, mentre alcuni interventi esterni – come la posa del cappotto termico e il montaggio della scala di emergenza – sono stati rallentati anche dalle condizioni meteorologiche avverse delle ultime settimane.
Nel sopralluogo effettuato la scorsa settimana, l’assessora ha constatato la presenza in cantiere di circa una trentina di operai al lavoro in modo continuativo: “Ciò restituisce un’immagine reale di un cantiere che, pur tra difficoltà fisiologiche, è operativo e non fermo”.




