Mercoledì 4 marzo, nella Sala della Vaccara a Perugia, è stata presentata l’Accademia per Attivatori Rurali, il progetto internazionale “Architecto-Nemata” dedicato alla rigenerazione di edifici e spazi situati nelle aree rurali europee, cofinanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea.
Alla conferenza stampa sono intervenuti David Grohmann e Fabrizio Croce, rispettivamente Assessore all’Ambiente e Assessore al Turismo del Comune di Perugia, il direttore del CESVOL Umbria Salvatore Fabrizio partner del progetto, e i coordinatori Valentina Leardi e Angelo Fanelli dell’APS LiberoPensatore di Perugia.
L’Umbria, come molte regioni appenniniche, soffre per il fenomeno di de-popolamento delle aree rurali. A questo proposito, l’Accademia per Attivatori Rurali Erasmus+ rappresenta una concreta opportunità per invertire questa tendenza, trasformando spazi ed edifici abbandonati o sottoutilizzati in luoghi di innovazione sociale attraverso percorsi di rigenerazione.
«Alla situazione sempre più preoccupante di de-popolamento delle zone rurali umbre, possiamo far fronte rigenerando l’enorme patrimonio edilizio abbandonato o sottoutilizzato presente nella nostra Regione – afferma l’architetta Valentina Leardi, coordinatrice del progetto Erasmus+Architecto-Nemata – Il nostro progetto, riconosciuto con 96/100 punti dalla Commissione Europea tra i più innovativi presentati in Italia nel 2025, fornisce a tutti coloro che hanno idee di rigenerazione di spazi rurali le competenze necessarie per realizzare i loro progetti: dalla conoscenza delle fonti di finanziamento, allo studio di casi di successo in tutta Europa, all’individuazione dei passi concreti da seguire per passare dall’idea all’azione».
Nei 18 mesi di durata del progetto si alterneranno varie fasi, a partire dalla mappatura di casi virtuosi di rigenerazione rurale in Italia, Spagna e Portogallo; seguita da un percorso di formazione (in presenza e on-line) della durata di 23 settimane; un workshop internazionale di 3 giorni in Italia; e, in conclusione, la presentazione dei progetti di rigenerazione sviluppati dai partecipanti alle istituzioni e agli stakeholders regionali, nazionali ed internazionali.
Per candidarsi sarà sufficiente compilare il modulo entro domenica 15 marzo 2026 alle 23:59. I risultati saranno annunciati lunedì 13 aprile 2026.
«Sostenere progettualità come l’Accademia per Attivatori Rurali significa investire concretamente nel futuro delle nostre aree rurali. – dichiara l’Assessore David Grohmann – L’Umbria custodisce uno straordinario patrimonio di luoghi ed edifici che sono parte integrante della nostra storia rurale, ma che oggi si ritrovano inutilizzati o in stato di abbandono. Iniziative come questa permettono di ridare loro una nuova vita, trasformandoli in spazi di innovazione sociale, culturale, agrituristica e associativa, utili anche a offrire opportunità di lavoro per le giovani generazioni.
Come Comune di Perugia crediamo fermamente nel valore di questo modello di rigenerazione urbana per questo sosteniamo il progetto, che è sia un’occasione per far conoscere a livello europeo le molte esperienze virtuose già presenti nel nostro territorio, sia uno strumento per promuovere la partecipazione degli altri comuni dell’Umbria che, come noi, possiedono un importante patrimonio edilizio da recuperare.
Rigenerare è ridare senso e bellezza all’ambiente che ci circonda: creare comunità, nuova economia e nuova qualità della vita nei territori. Questa è la direzione che vogliamo continuare a percorrere».
L’Assessore Fabrizio Croce aggiunge: «L’aspetto concreto del progetto è che si rivolge a chi ha dei sogni o delle idee, dotandoli di strumenti di conoscenza, di “braccia e gambe” per trasformare le idee in azioni. Il tema è quello di attivare il privato; singole persone, comunità, gruppi di persone aiutandoli a fare un percorso per trovare risorse, studiare dei modelli che hanno funzionato altrove, e avere strumenti per affrontare il “labirinto della burocrazia” e l’impianto tecnico che per chi vuol mettere a terra un progetto può diventare a volte un ostacolo. Su questo l’amministrazione può essere di supporto, e questo progetto può diventare un modello anche per noi, per capire come portare avanti delle progettualità, perché la collaborazione con i cittadini può nascere anche da progetti come questo, in cui uno o più cittadini individuano uno spazio e la possibilità di una funzione».
Salvatore Fabrizio del CESVOL dichiara: «Come infrastruttura del Terzo settore ci alimentiamo di ciò che arriva anche dal territorio, e quello che accade nei territori e che investe soprattutto le nuove generazioni, che una volta finito il ciclo di studi, difficilmente tornano nel loro centro. Come conseguenza, i piccoli centri spesso diventano territori di conquista dei colonizzatori di turno».
L’obiettivo del CESVOL, cuore pulsante del terzo settore umbro, in partnership con la rete europea European Creative Hubs Network e i partner spagnoli Movimiento Tecnologico Rural, il centro co-working Rooral.co e l’hub portoghese Dinamo10.net, è quello di supportare oltre 30 futuri innovatori rurali della regione, nell’attivazione dei propri territori, attraverso la rigenerazione di spazi inutilizzati o abbandonati, favorendo lo sviluppo, l’innovazione sociale al loro interno e ispirando altri a fare lo stesso.
«La rigenerazione rurale non è un problema politico da risolvere. È un movimento da catalizzare. E i movimenti hanno bisogno di esempi visibili, pionieri coraggiosi e persone disposte a condividere le loro storie», recita il manifesto di Rural Activators.
Per maggiori informazioni, il sito del progetto è http://www.ruralactivators.org e l’email è ruralactivators@liberopensatore.it.








