
Pietro Pinna, nonviolento e obiettore: lunedì 13 aprile un appuntamento nel decennale della scomparsa
Il Movimento Nonviolento, con la Fondazione Centro studi Aldo Capitini e la Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni, promuove un’iniziativa che gode del patrocinio del Comune di Perugia e dell’Università per stranieri
Pietro Pinna, figura centrale nella storia dell’obiezione di coscienza in Italia. Per ricordarlo, a dieci anni dalla sua dipartita, il Movimento Nonviolento, con la Fondazione Centro studi Aldo Capitini e la Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni, promuove a Perugia un’iniziativa pubblica, che ha raccolto il patrocinio del Comune di Perugia e dell’Università per stranieri, per riflettere e approfondire la sua eredità e attualità politica, morale e culturale.
L’appuntamento è fissato per lunedì 13 aprile 2026 alle ore 17 presso l’Aula Aldo Capitini dell’Università per Stranieri di Perugia. Il titolo dell’incontro, “Contro la guerra, la nonviolenza. Pietro Pinna, obiettore di coscienza, a 10 anni dalla scomparsa”, richiama una traiettoria di vita e di lotta che ha saputo tenere insieme rigore etico, impegno politico e tensione alla nonviolenza, nel solco del pensiero capitiniano.
Pietro Pinna visse a Perugia dal 1962 fino al 1989, nella storica sede capitiniana del Movimento Nonviolento di via Villaggio Santa Livia, che fu punto di riferimento centrale per generazioni di obiettori, pacifisti, nonviolenti di tutta Italia. Pinna fu anche per decenni il rappresentante italiano nell’organizzazione antimilitarista internazionale War Resisters’ International.
Pietro Pinna è stato il primo obiettore di coscienza al servizio militare nell’Italia repubblicana e, insieme ad Aldo Capitini, ha contribuito in modo decisivo alla fondazione del Movimento Nonviolento e poi alla direzione della rivista Azione nonviolenta. La sua scelta di rifiutare la guerra e l’uccisione militare non fu soltanto un gesto individuale di dissenso, ma l’apertura di un conflitto politico e morale che ha trasformato la storia italiana, contribuendo al riconoscimento dell’obiezione di coscienza come diritto e come alternativa al servizio militare.
Ricordare oggi Pietro Pinna significa non soltanto restituire memoria a una figura fondativa, ma interrogare il presente a partire dalla sua testimonianza. In un tempo segnato dal riarmo, dalla normalizzazione della guerra e dal restringimento degli spazi di dissenso, la sua lezione torna a parlare con forza.
L’iniziativa del 13 aprile propone una rilettura della figura attraverso diversi contributi.
Daniele Taurino (direttore di Azione nonviolenta) interverrà sul tema dell’obiezione all’uccisione militare; Andrea Maori (Archivista di Radio Radicale) presenterà materiali e documenti d’archivio legati a Pinna; Mao Valpiana (presidente del Movimento Nonviolento) svilupperà una riflessione sul passaggio dall’obiezione di ieri alle forme contemporanee di ripudio della guerra; Roberta Perfetti (già allieva di Aldo Capitini) richiamerà il legame tra Perugia, Capitini e la ricostruzione di un Centro del Movimento in città.
A seguire, alle ore 19, si svolgerà una Piccola Marcia per il disarmo unilaterale, con partenza dall’Università per Stranieri, per concludersi ai Giardini Carducci, davanti al busto di Capitini, con la partecipazione di Giuseppe Moscati (presidente della Fondazione Centro studi Aldo Capitini).
Anche questo momento si inserisce pienamente nell’eredità di Pietro Pinna, che fu il promotore delle Marce antimilitariste degli anni ’70, della seconda Marcia Perugia-Assisi del 1978, e della marcia Catania-Comiso del 1983: azioni di lotta che contribuirono alla crescita e maturazione del movimento pacifista italiano.
Questo appuntamento perugino non esaurisce il percorso di ricordo e rilancio del pensiero di Pietro Pinna. Sarà infatti solo la prima di altre iniziative che il Movimento Nonviolento proporrà nel corso dei prossimi mesi. Un cammino di memoria attiva, di studio, testimonianza e azione pubblica, nel segno della nonviolenza e del disarmo.




