Perugia ospita la mostra fotografica “Mardin Youth’s Cartographies”: lo sguardo dei bambini oltre i confini della guerra

date
07 marzo 2026
- Simona Cortona
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È stata inaugurata ieri, 6 marzo 2026, nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, la mostra fotografica “Mardin Youth’s Cartographies”, promossa dal Comune di Perugia – Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, Assessorato alla Cultura e Assessorato all’Istruzione, in collaborazione con l’associazione culturale Primavera e Bellini Foto.

All’inaugurazione era presente la Presidente del Consiglio comunale, Elena Ranfa, l’assessore regionale alla cultura, Tommaso Bori, i consiglieri comunali Simone Cenci e Lucia Maddoli, il fotografo Amar Kılıç e rappresentanti dell’azienda Bellini Foto.

L’esposizione, visitabile fino al 22 marzo con orario 11.00 – 18.00 e ingresso gratuito, porta per la prima volta in Italia un progetto artistico e sociale di grande valore umano e culturale, ospitato nella città di Perugia, simbolo internazionale di pace e dialogo tra i popoli.

La mostra nasce dall’esperienza di Fotohane Darkroom, organizzazione no profit attiva nel sud-est della Turchia, nelle aree di confine con Siria e Iraq, dove realizza progetti educativi e artistici rivolti a bambini e ragazzi che vivono in contesti segnati dai conflitti. Ideato dal fotografo Serbest Salih, il progetto affida ai giovani partecipanti macchine fotografiche analogiche e allestisce camere oscure mobili all’interno di case o spazi di fortuna. I ragazzi non solo scattano le fotografie, ma sviluppano e stampano personalmente le immagini, vivendo un percorso creativo che diventa esperienza di espressione, autonomia e consapevolezza.

Le opere esposte non raccontano la guerra in modo diretto o drammatico. Al contrario, restituiscono uno sguardo intimo e sorprendentemente positivo sulla quotidianità, capace di cogliere gesti, luoghi e momenti di vita che parlano di speranza, immaginazione e resilienza. Le fotografie, realizzate in bianco e nero e stampate a mano a partire dai negativi originali, compongono una mappa visiva della città di Mardin, vista attraverso gli occhi dei bambini.

«Oggi inauguriamo una mostra che ha un significato particolare – ha dichiarato Elena Ranfa, Presidente del Consiglio Comunale di Perugia –. Non è soltanto un’iniziativa culturale e artistica, ma rappresenta anche la valorizzazione di un percorso che si muove nel segno dell’accoglienza e della solidarietà. Mardin Youth’s Cartographies ci permette di attraversare luoghi profondamente segnati dai conflitti attraverso lo sguardo dei ragazzi e delle ragazze che li vivono ogni giorno. Le loro fotografie restituiscono frammenti di quotidianità che cercano di superare le brutture della guerra e di comunicarci la speranza di un ritorno alla normalità e alla pace. La nostra città, Perugia, non poteva che accogliere questo messaggio».

Ranfa ha inoltre ringraziato i partner dell’iniziativa: «Desidero ringraziare chi ha co-organizzato insieme al Comune questo evento: l’azienda Bellini Foto, l’associazione Primavera e soprattutto i fotografi Serbest Salih e Amar Kılıç con la loro organizzazione Fotohane Darkroom. Siamo particolarmente felici che Perugia sia la prima città italiana ad ospitare questa mostra, che nei prossimi giorni sarà visitata da oltre 300 studentesse e studenti delle nostre scuole, offrendo un’occasione preziosa per apprezzare non solo il valore artistico delle opere, ma anche il profondo valore umano che caratterizza questo progetto».

Il progetto Fotohane nasce con l’obiettivo di creare spazi sicuri e creativi in cui bambini provenienti da contesti diversi possano incontrarsi, costruire relazioni e raccontare le proprie storie attraverso la fotografia. «Crediamo profondamente nel potere della fotografia e delle arti – spiega Serbest Salih, direttore di Fotohane Darkroom – di portare dignità, bellezza e speranza nella vita dei bambini e dei giovani. La fotografia analogica, come strumento educativo, invita a rallentare, a pensare in modo critico e a sviluppare resilienza anche in situazioni difficili».

Accanto al valore artistico, la mostra offre anche l’opportunità di riscoprire il sapere artigianale della fotografia analogica, con i suoi tempi, i suoi processi e il contatto diretto con la materia della stampa fotografica, in un’epoca dominata dall’immediatezza digitale.

L’iniziativa coinvolge inoltre tutti gli Istituti Comprensivi del Comune di Perugia, con visite guidate gratuite e momenti di approfondimento dedicati alla fotografia analogica. Un’esperienza formativa pensata per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado che unisce educazione all’immagine, educazione civica e cultura della pace, valorizzando l’arte come linguaggio universale capace di superare confini e conflitti.

La mostra rappresenta così non solo un evento culturale, ma un invito alla riflessione sul ruolo dell’arte come strumento di dialogo, conoscenza e speranza, capace di restituire voce e dignità anche nei contesti più difficili.

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