
Perugia lancia la campagna “Contro la violenza sulle donne mai bandiera bianca”
Partecipato incontro alla sala dei Notari per l’iniziativa fortemente voluta dalla sindaca Vittoria Ferdinandi in qualità di delegata Anci alle Pari Opportunità. A palazzo dei Priori la bandiera simbolo
All’indomani dell’8 Marzo, Perugia ha ospitato un’iniziativa della campagna “Contro la violenza sulle donne mai bandiera bianca”, promossa a livello nazionale da Anci in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, con esposizione della bandiera simbolo e un confronto alla sala dei Notari che ha visto anche l’adesione di tre scuole. La campagna è stata ideata e fortemente voluta dalla sindaca del capoluogo umbro, Vittoria Ferdinandi, in qualità di delegata Anci alle Pari opportunità.
L’evento si è aperto con la proiezione del monologo di Paola Cortellesi ai David di Donatello 2018, in collaborazione con Rai Umbria. Il video denuncia con ironia tagliente come il linguaggio maschilista perpetui stereotipi e discriminazioni. Poi, moderate da Michela Angeletti (presidente del Co.Re.Com. Umbria), hanno parlato Vittoria Ferdinandi (sindaca di Perugia e delegata Anci Pari Opportunità), Stefania Proietti (presidente Regione Umbria), Carolina Cucinelli (imprenditrice), Costanza Spera (assessora Servizi Sociali), Francesca Tizi (assessora Istruzione), Luisa Fatigoni (Anci Umbria Consulta Pari Opportunità), Maurita Lombardi (presidente Liberamente Donna), Alice Merli (responsabile marketing Black Angels Perugia Volley), Alessia Fiesoli e Stefania Recchia (giocatrici Black Angels). Sono intervenuti anche studenti dell’IIS “Alessandro Volta”, del liceo artistico “Bernardino di Betto” e del liceo scientifico “Alessi”.
Presenti, inoltre, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, il consigliere regionale Fabrizio Ricci, la responsabile Area Pari opportunità Anci Claudia Giovannini, il presidente di Anci Umbria Federico Gori, la parlamentare Emma Pavanelli, assessori e consiglieri comunali di Perugia, esponenti di associazioni, il prefetto Francesco Zito, il questore Dario Sallustio e autorità militari.
Infine, lungo corso Vannucci, è stata esposta dal Palazzo dei Priori la bandiera con lo slogan “Contro la violenza sulle donne Mai bandiera bianca”. Un gesto che simboleggia l’impegno permanente dei Comuni italiani che esporranno il vessillo per tutto l’anno come presidio contro ogni forma di violenza di genere.
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“Sono orgogliosa di partecipare oggi, anche in qualità di presidente del Co.Re.Com. della regione Umbria, e in particolare come delegata nazionale alla media education – ha aperto l’incontro Michela Angeletti -. Fra i nostri compiti istituzionali, oltre alla protezione dei minori, il contrasto al linguaggio d’odio, alla discriminazione di genere, al sessismo e a ogni stereotipo in tutti i media è uno degli aspetti che mi stanno più a cuore”.
Nel suo intervento, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha poi evidenziato come la violenza contro le donne rappresenti una delle ferite più profonde delle democrazie contemporanee e richieda una risposta collettiva, che coinvolga istituzioni, associazioni, scuole e società civile. La sindaca ha voluto ringraziare in particolare il lavoro quotidiano delle associazioni e dei centri antiviolenza, definiti un presidio fondamentale per la tutela e il sostegno delle donne che affrontano situazioni di abuso e violenza. Ferdinandi ha sottolineato che “quella contro la violenza di genere non può essere considerata soltanto una campagna di comunicazione, ma una scelta culturale e politica non più rimandabile”.
La violenza, ha spiegato la prima cittadina, non è il frutto di episodi isolati o di improvvisi “raptus”, ma il risultato di una cultura radicata nelle disuguaglianze, negli stereotipi e in un linguaggio che spesso normalizza comportamenti discriminatori. Per questo è necessario intervenire sul piano culturale, a partire dall’educazione e dal linguaggio, per promuovere una società fondata sul rispetto e sulla parità. La sindaca ha inoltre richiamato alcuni dati che testimoniano quanto il divario di genere sia ancora presente nella società italiana, dalle differenze salariali alla difficoltà per le donne di accedere a posizioni di responsabilità. Ha ricordato come, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, molte barriere continuino a limitare pienamente l’uguaglianza e l’autodeterminazione delle donne.
Infine, nel richiamare il valore simbolico dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne, Ferdinandi ha sottolineato come le conquiste ottenute grazie alle lotte del passato rappresentino oggi una responsabilità verso le nuove generazioni. “Promuovere una cultura del consenso, del rispetto e della libertà femminile – ha concluso – significa rafforzare la democrazia e ampliare i diritti e le libertà di tutta la società”.
La presidente Stefania Proietti ha ringraziato la sindaca Ferdinandi e tutti gli organizzatori per il momento di confronto, salutando anche il prefetto, il questore, i vertici delle forze di polizia e tutte le autorità presenti. “Perugia e l’Umbria sono in prima linea nella difesa della parità di genere e nel contrasto alla violenza sulle donne – ha detto -. Nella nostra regione oggi due donne guidano la giunta e l’Assemblea legislativa regionali. È un segnale concreto di cambiamento che rafforza la democrazia e apre la strada alle nuove generazioni. Qui nel tempo è stata costruita una rete solida di centri antiviolenza e di servizi di supporto presenti in tutte le zone sociali. Il nostro obiettivo è arrivare al giorno in cui non ci sarà più bisogno dei centri antiviolenza perché la violenza non esisterà più. Fino a quel giorno dobbiamo rafforzare ogni strumento di prevenzione, protezione e sostegno alle vittime”. La presidente ha rivolto un pensiero particolare a tre donne vittime di femminicidio in Umbria, “Elisa, Laura e Stefania, il cui nome resta vivo nella nostra coscienza e ci chiede di non abbassare mai la guardia”.
Carolina Cucinelli si è detta “felice e orgogliosa di contribuire, come donna, madre e imprenditrice, alla campagna che parte da Perugia. Chi ha la possibilità di farlo, dovrebbe prendere la parola. E’ necessario parlare di cultura del rispetto per lottare contro una piaga sociale. Una donna maltrattata è sintomo di una società che regredisce. Bisogna allora prendere la parola, anche sui social, per farla progredire”.
“La campagna ‘Contro la violenza sulle donne: mai bandiera bianca’ ricorda con forza che il contrasto alla violenza maschile sulle donne non può essere affrontato solo come emergenza ma deve diventare una priorità strutturale delle politiche pubbliche – ha poi affermato l’assessora Costanza Spera -. I Comuni hanno un ruolo decisivo perché sono il livello istituzionale più vicino alle persone e ai territori: qui si costruiscono prevenzione culturale, servizi di protezione e percorsi di autodeterminazione per le donne. I dati mostrano che, dove gli enti locali investono nella rete dei centri antiviolenza, nelle case rifugio e nelle azioni educative, i risultati arrivano, con un aumento significativo delle risorse e delle donne sostenute negli ultimi anni. Per questo è fondamentale che l’impegno delle istituzioni parta anche da una scelta chiara: finanziare in modo stabile questi interventi, perché contrastare la violenza significa investire in libertà e giustizia sociale”.
L’assessora Francesca Tizi ha fatto riferimento anche al suo vissuto: “L’8 Marzo ha risvegliato in me sensazioni e ricordi. Oggi posso dire che è la scuola ad avermi consentito di essere ciò che volevo essere. Non mi sono mancate le opportunità, ma il mio percorso non è stato uguale a quello di un uomo. Ho sempre sentito frasi che sottolineavano questa differenza, che confermavano, cioè, che non siamo mai stati sullo stesso piano, mai partiti dallo stesso punto. Per questo ora penso che le scuole siano il primo fronte della prevenzione della violenza e che sia necessario educare i giovani a un rispetto paritario. Il vero cambiamento passa per la scuola, è nella libertà che solo la cultura può dare”.
Queste le parole di Luisa Fatigoni: “La violenza contro le donne non può avere spazio e ‘Mai bandiera bianca’ richiama l’impegno quotidiano per i diritti e la parità. Nel 2026, a 80 anni dal voto alle donne, la Consulta Pari Opportunità di Anci Umbria rilancia il proprio lavoro, rafforzando i tavoli comunali e promuovendo consultori familiari più solidi, presidi fondamentali di ascolto e prevenzione. La Consulta sostiene una società in cui maternità, famiglia e carriera siano responsabilità condivise e in cui la libertà di scelta femminile sia pienamente garantita. Centrale anche l’educazione al rispetto fin dall’infanzia e il coinvolgimento degli uomini come alleati attivi contro stereotipi e violenze. L’obiettivo è costruire comunità più giuste, sicure e inclusive, con un impegno costante e collettivo”.
Maurita Lombardi ha sottolineato che “vincere la violenza di genere è una sfida importante che richiede impegno costante e quotidiano”. “Proprio in quest’ottica – ha proseguito – la campagna nazionale Anci e Dpo vuole porsi. In questi ultimi dieci anni abbiamo visto una crescente attenzione al contrasto alla violenza di genere e ciò ha determinato, come prima risposta, l’emanazione di una serie di norme soprattutto in ambito penale. Le norme sono importanti ma da sole non bastano quando si chiede di trovare soluzione ad un problema endemico, strutturale e che è prima di tutto culturale. Pertanto è necessario prima di tutto un nuovo approccio culturale teso a sensibilizzare e trovare soluzioni concrete ogni giorno e non soltanto il 25 novembre. Il contrasto alla violenza di genere è un lavoro quotidiano che non riguarda solo chi lavora nei centri antiviolenza ma prima di tutto le istituzioni che sono chiamate a prendere posizione e la collettiva civile tutta. La violenza non è una questione di cui occuparsi in via occasionale e non è un tema da affrontare in via subordinata rispetto ad altri o sull’onda dell’emergenza. Vincere questa battaglia è un obbligo di tutti/e e non solo delle donne. Fare ciò significa progettare un futuro diverso e realmente democratico per le nuove generazioni”.
Alice Merli, responsabile marketing della Black Angels Perugia Volley, insieme alle giocatrici Alessia Fiesoli e Stefania Recchia, ha portato al convegno la testimonianza del mondo dello sport femminile. Merli ha sottolineato come spesso, sia nel lavoro sia nello sport, le donne si trovino ad affrontare ostacoli legati a stereotipi e minori opportunità, ricordando in particolare come il volley femminile e lo sport femminile in generale ricevano ancora meno spazio sui media rispetto alle discipline maschili, nonostante risultati sportivi di grande rilievo. Ricordato anche l’impegno della squadra sul fronte sociale. Le Black Angels Perugia Volley hanno infatti collaborato con l’associazione Scarpetta Rossa, associazione di promozione sociale contro la violenza sulle donne, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi.
Studentesse e studenti dell’Istituto di istruzione superiore Volta (classi III C e IV B indirizzo di grafica), del liceo artistico Bernardino di Betto (V C indirizzo architettura e ambiente) e del liceo scientifico Alessi (IV B), in particolare Olimpia Sonaglia, Nedim Kjerimi e Giulia Bernardini, hanno offerto preziosi contributi confermando di sentirsi parte di una generazione che sa dire no alla violenza credendo nella educazione e nella testimonianza come fattori capaci di cambiare il futuro.





















