La sindaca Ferdinandi e l’assessora Spera in visita alla residenza protetta Opere Pie Donini

Incontro con i componenti del cda, il personale e le ospiti nella storica struttura di viale Roma

date
12 marzo 2026
- Alessandra Borghi
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Un centro accreditato e convenzionato con la Usl Umbria 1, diventato più moderno grazie a una ristrutturazione che ha conosciuto una importante prima tappa nel 2009 e oggi in grado di accogliere 50 donne anziane non autosufficienti. La residenza protetta Opere Pie Donini è stata presentata così dal presidente del consiglio di amministrazione, Pier Giorgio Lignani, alla sindaca Vittoria Ferdinandi e all’assessora alle politiche sociali Costanza Spera in visita alla struttura. Ad accoglierle c’erano anche altri componenti del cda, la direttrice amministrativa Cristina Abbatini, la direttrice sanitaria Maria Luisa Mancini, il personale e numerose ospiti.

Lignani ha illustrato la lunga storia delle Opere Pie Donini di viale Roma, iniziata prima dell’unità d’Italia grazie al lascito della nobildonna perugina Laura Donini, morta nel 1854. Così nacque lo stabilimento di ricovero per le “povere donne croniche della città”, una finalità perseguita ancora oggi con gli aggiornamenti resi necessari dalle nuove sensibilità e dalle accresciute esigenze.

“La comunità professionale della residenza protetta oggi affronta con particolare competenza e dedizione le esigenze assistenziali, molto variegate ma di livello comunque elevato, delle ospiti. Riteniamo che qui si possa respirare un clima familiare grazie all’apporto di tanti, inclusi volontari e benefattori. Pertanto è per noi motivo di soddisfazione poter presentare i risultati del lavoro svolto all’amministrazione”, ha detto Lignani.

“La nostra visita cade nel giorno dedicato alla prevenzione della violenza contro il personale sanitario, un tema che ci deve interrogare tutti perché chi si occupa delle fragilità deve essere messo in condizione di svolgere il lavoro di cura – ha affermato la sindaca -. Questo è uno di quei luoghi che personifica proprio il paradigma della cura, valore che il nostro Paese, segnato da fragilità e bisogni crescenti, deve riscoprire”.

 

Secondo la sindaca, “l’allungamento dell’età media di vita è un elemento di speranza nella misura in cui la comunità sa accompagnare ogni fase della nostra esistenza. Anzianità e terza età, se calate in ambienti non disabilitanti, possono infatti non essere limite e ferita, ma ancora una risorsa per la comunità e una delle età in cui continuare a fiorire e dare un contributo. I sindaci sono le prime autorità sanitarie e siamo pronti a fare la nostra parte anche come trait d’union con le altre istituzioni per favorire quel fondamentale e difficile lavoro di cura che è, prima di tutto, lavoro di relazione”.

 

Anche l’assessora Spera ha ribadito che “l’attenzione alle vulnerabilità per noi è una priorità assoluta” rilevando il “prezioso apporto di strutture come le Opere Pie Donini, uno dei fiori all’occhiello della città, sul fronte dell’assistenza per la non autosufficienza”.

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