KUM! Festival, grande successo a Perugia per la serata inaugurale con Massimo Recalcati
Auditorium San Francesco al Prato gremito per l’apertura della X edizione dedicata a “La tentazione della violenza”. La sindaca Ferdinandi: «La cultura è la più grande infrastruttura democratica del nostro tempo. La parola e il pensiero sono gli strumenti per disinnescare la violenza»
Grande partecipazione per la serata inaugurale della decima edizione di KUM! Festival, che per la prima volta approda a Perugia. Un Auditorium San Francesco al Prato gremito ha accolto l’apertura del Festival della Cura, alla presenza dello psicoanalista Massimo Recalcati, direttore scientifico della manifestazione, delle istituzioni e di tantissimi cittadini.
Ad aprire il Festival è stata la sindaca Vittoria Ferdinandi, che ha espresso grande emozione per l’arrivo in città di una manifestazione fortemente voluta dall’Amministrazione comunale. A portare i saluti istituzionali anche il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori. Presenti, tra gli altri, il questore di Perugia, Dario Sallustio, la presidente dell’Assemblea legislativa Sara Bistocchi, il presidente della provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, la presidente del consiglio comunale Elena Ranfa, il vice Sindaco Marco Pierini, l’assessore allo sviluppo economico Andrea Stafisso, la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti e tante altre autorità civili e militari.
«Portare KUM! a Perugia è un sogno che ho voluto profondamente e con determinazione – ha dichiarato la sindaca Ferdinandi –. Vedere questa sala così piena e sentire l’abbraccio della città è un’emozione straordinaria. KUM! trova a Perugia una casa che spero possa ospitarlo per molti anni ancora. Dietro questo risultato c’è un grande lavoro collettivo e la convinzione che la cultura possa essere una grande politica pubblica, la più importante infrastruttura democratica del nostro tempo, capace di costruire identità individuali e collettive».
La X edizione, dedicata al tema “La tentazione della violenza”, propone una riflessione sulle origini della violenza, sui linguaggi attraverso cui si manifesta e sulle possibilità di interromperne la spirale. Dalla violenza politica e ideologica a quella di genere, familiare, giovanile e digitale, fino ai conflitti internazionali e al rapporto con le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale.
«La violenza è una delle grandi pandemie che le nostre società stanno attraversando – ha sottolineato Ferdinandi –. La incontriamo nel mondo virtuale, nelle guerre, nelle relazioni interpersonali e nelle difficoltà delle giovani generazioni. Come istituzioni e come comunità dobbiamo avere il coraggio di guardare le nostre ferite, riconoscerle e nominarle. La cura non è soltanto una categoria personale, ma è una categoria politica. La parola e il pensiero rappresentano la possibilità concreta di disinnescare la violenza».
Un messaggio condiviso da Massimo Recalcati e Federico Leoni, curatore del programma, che richiamano la necessità di recuperare il valore della mediazione e del riconoscimento dell’altro: «Mai come oggi è necessario fare argine, rilanciare le chances della mediazione, riconoscere le ragioni dell’altro. Anche quando non ci piacciono».
Il Festival prosegue nei luoghi simbolo della cultura cittadina: l’Auditorium San Francesco al Prato, il Teatro del Pavone, il Salone dei Notari e la Sala delle Colonne di Palazzo Graziani.
«KUM! significa “Alzati” – ha concluso la sindaca –. E allora Perugia, alzati. Non possiamo lasciare alla violenza l’ultima parola. Il valore di questo Festival non si esaurirà negli incontri di questi giorni, ma vivrà nelle domande che lascerà alla città, aiutandoci a costruire una comunità sempre più libera e lontana dalla violenza».
La grande partecipazione alla prima serata conferma l’interesse della città per un Festival che mette al centro la cultura, la cura e il pensiero come strumenti di dialogo, responsabilità e costruzione della pace.
Il programma di domani, domenica 25 ottobre
L’ultima giornata del festival si aprirà alle 9.15 presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani con la filosofa Cristina Guarnieri, che proporrà una riflessione sulla figura della filosofa Rachel Bespaloff e sulla sua rilettura dell’Iliade come testo chiave per una riflessione sulla barbarie della guerra.
Se la famiglia è la nostra scatola nera, è una scatola nera a sé stante o si trova a sua volta dentro un’altra scatola nera? La violenza famigliare estrema, e il trauma che essa produce in un bambino, è una bomba che uno si porta dentro per sempre oppure si può disinnescare? Da queste domande prende avvio la riflessione di uno dei maggiori scrittori italiani, Antonio Moresco, in programma alle 10.30 al Teatro del Pavone.
Alle 10.45 presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, si terrà un incontro organizzato in collaborazione con l’Università di Perugia e dedicato al ruolo che i saperi umanistici e l’università nel suo complesso possono avere nella comprensione della violenza che segna il nostro tempo e nell’elaborazione di un futuro diverso e migliore. A confrontarsi saranno il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli e un panel di docenti dell’Ateneo: Elisa Delvecchio, Fabio Raspadori e Daniele Parbuono, con la moderazione di Claudia Mazzeschi.
Si proseguirà alle 12.00 all’Auditorium San Francesco al Prato, dove il giornalista e saggista Gad Lerner e il filosofo Davide Assael dialogheranno sul tema delle guerre di religione. A partire dalla storia di Caino e Abele ripercorreranno l’eterno rovello della circolarità dei conflitti, cioè di quel fenomeno per cui è raro poter dire chi ha iniziato per primo le ostilità e poter chiudere la partita indicando responsabilità definitive e riparazioni davvero risolutive. Con la moderazione di Antonio Sanfrancesco.
Segue alle 14.00 al Teatro del Pavone, lo storico Marcello Flores D’Arcais, che proporrà la lectio “La violenza e le riforme: le contraddizioni degli anni di piombo”. L’incontro rileggerà gli anni Settanta italiani attraverso il rapporto tra violenza politica, terrorismo e stagione delle grandi riforme civili, mettendo a confronto le diverse matrici della violenza e il contesto nazionale e internazionale nel quale si svilupparono.
Alle 14.15, presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, il filosofo Giacomo Petrarca affronterà il tema della “Violenza di Dio” tratteggiando la figura di Mosè a partire dall’episodio biblico del vitello d’oro.
Alle 15.15, presso il Teatro del Pavone, la Sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi e Raffaele Giuliani, studente e divulgatore sui social, saranno protagonisti dell’evento speciale “Una conversazione su giovani e violenza”.
Successivamente alle 15.30 alla Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, l’economista Giovanna Melandri si soffermerà sul rapporto tra violenza e capitalismo. Un’occasione per interrogarsi sulle diverse forme assunte dal capitalismo nella storia, tra conflitti, trasformazioni e responsabilità.
Il pomeriggio proseguirà alle 16.15 presso l’Auditorium San Francesco con un dialogo tra Don Luigi Epicoco e Padre Lino Breda che analizzeranno la figura di San Francesco. Un percorso a partire dalla sua prima e più radicale guerra: quella contro se stesso, fino alla pace con Dio e alla scoperta degli altri come fratelli.
Alle 16.30 al Teatro del Pavone, sarà il momento di Federico Leoni, filosofo dell’Università di Verona, curatore scientifico del festival KUM!, che dedicherà un ritratto alla figura di Karl Marx, primo grande pensatore della violenza delle macchine e profeta dei conflitti e delle possibilità che vediamo esplodere nel nostro tempo attorno alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Il rapporto tra violenza, disagio e civiltà sarà al centro della lectio magistralis di Massimo Recalcati, in programma alle 17.45 presso l’Auditorium San Francesco al Prato. A partire dalla riflessione di Freud sul disagio della civiltà, Recalcati indagherà il rapporto con l’altro, la rinuncia pulsionale e la tentazione della violenza ritorno a un godimento senza limiti. Con un’introduzione di Daniela Donetti, Direttore Regionale Salute e welfare regione Umbria “La sintomatologia delle violenze”.
Alle 19.00, presso Teatro del Pavone, sarà poi il momento della biologa e divulgatrice scientifica Antonella Viola, che esplorerà la biologia della violenza e gli effetti che lo stress prodotto dalla sopraffazione può avere sul nostro corpo, dal cervello al sistema immunitario, fino al cuore e al metabolismo. Con la moderazione di Antonio Sanfrancesco.
Infine, alle 21.30 all’Auditorium San Francesco al Prato, appuntamento con Geppi Cucciari in dialogo con l’imprenditrice, artists manager, produttrice culturale e attivista Gabriella Nobile. Un evento speciale che accompagnerà il pubblico alla chiusura del festival. Dalla comicità ai grandi temi della convivenza civile, dalla condizione femminile alla violenza e al linguaggio dell’odio, un dialogo capace di tenere insieme il comico e il tragico, il quotidiano e l’eterno.













