La IV commissione consiliare Cultura, nel corso della seduta di martedì 24 marzo, ha trattato due atti.
E’ stato respinto con 8 voti contrari e 6 a favore l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Scoccia “Proposta per la realizzazione di un Ospedale Veterinario Comunale Gratuito H24 nella città di Perugia
L’atto era stato discusso lo scorso 27 gennaio.
In sede di illustrazione Margherita Scoccia ha spiegato che il progetto dell’Ospedale Veterinario Comunale Gratuito H24 prevede la realizzazione di una struttura sanitaria pubblica con accesso gratuito per animali d’affezione, senza famiglia e ospitati in canili e gattili comunali, e casi di emergenza sul territorio, estendibile alla cittadinanza secondo fasce di reddito. La struttura includerebbe tre aree distinte e comunicanti: una dedicata al pronto soccorso con infermeria, una chirurgica con due sale operatorie dotate di locali pre-operatori e sterilizzazione, e un’area per il personale con spogliatoi, servizi igienici e zona relax. Sono inoltre previsti reparti di degenza post-operatoria e terapia intensiva, box adeguati per cani e gatti, un laboratorio analisi e uno spazio per diagnostica per immagini (radiografie, ecografie e TAC), nonché ambienti dedicati alla formazione universitaria e alla ricerca.
Questa necessità è sentita poiché ad oggi sul territorio comunale non esistono strutture pubbliche veterinarie che offrano un servizio h24, né un presidio ospedaliero veterinario in grado di garantire cure complesse per animali domestici appartenenti a famiglie in difficoltà o per animali vaganti e randagi.
Il progetto, per come proposto, potrebbe coinvolgere numerosi soggetti, tra cui il dipartimento di Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, con l’ospedale veterinario didattico di via San Costanzo per la collaborazione scientifica e formativa, l’Asl Umbria 1, l’Ordine dei medici veterinari, l’Istituto zooprofilattico, le associazioni animaliste e di volontariato nonché ulteriori soggetti pubblici e privati al fine di costruire una collaborazione scientifica, sanitaria, organizzativa e formativa utile alla definizione e sostenibilità del progetto.
Fatte queste premesse la proponente nel dispositivo invita l’Amministrazione:
-alla definizione nell’ambito dello studio di fattibilità di un modello di collaborazione istituzionale tra Comune, Regione, dipartimenti, Izsum, Asl, Ordine dei medici veterinari finalizzato a rendere il progetto sostenibile;
-a promuovere l’attivazione di partenariati con la ASL Umbria 1, l’Università degli Studi di Perugia e le associazioni del·terzo settore.
Il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZSUM) Vincenzo Caputo, ha confermato la disponibilità dell’istituto al supporto sull’eventuale progetto (anche con particolare riferimento ad un reparto gestito dall’Izsum relativo alle malattie infettive), in stretta collaborazione con gli enti coinvolti.
Ciò per garantire un sistema di welfare di sostegno alle famiglie e con effetti determinanti in termini di risparmi per la collettività e per la salute della comunità.
Il dirigente della Regione Umbria Salvatore Macrì ha spiegato che già vi è un sistema regionale di tutela degli animali d’affezione e di gestione del randagismo, con riduzione della pressione sui canili.
La regione si è dotata di un servizio di salute umana, animale e dell’ecosistema, one health, che pone l’accento sull’importanza degli animali d’affezione e sulla responsabilità individuale nel possesso degli stessi.
Nel nuovo piano socio-sanitario regionale è previsto l’approccio integrato oltre che azioni specifiche (promozione interventi assistiti con gli animali, gestione strutturata del randagismo, ecc.) e vari progetti (“randagiamo”, polo cinofilo di comunità, ospedale veterinario ecc.).
Ben venga quindi un rafforzamento delle sinergie e la promozione di politiche locali.
Il Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria Marco Pepe ha espresso apprezzamento per l’iniziativa proposta visto che denota attenzione per gli animali.
Per il prof., in linea con le collaborazioni già in atto con la regione ormai dal 2012 (sostegno agli animali fragili, ecc.), è fondamentale ampliare il rapporto con gli enti con l’obiettivo di sostenere i soggetti più deboli. Quanto all’ipotesi di realizzare un ospedale veterinario pubblico proposto, Pepe ha posto l’accento sugli alti costi dell’iniziativa; per superarli è necessario attivare strette sinergie tra gli enti coinvolti nell’ottica del contenimento delle risorse e del rispetto del lavoro e della professionalità dei veterinari.
Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha sostenuto che, con gli accorgimenti del caso, l’indirizzo proposto da Scoccia è fattibile, visto che esistono già esempi in tal senso presenti in altre regioni. Alla luce degli interventi già in atto da parte della regione, nel cui solco è possibile inserirsi, secondo Varasano non c’è volontà alcuna di intaccare il lavoro dei veterinari, ma di individuare una regia per mettere a sistema quanto di buono già è presente sul territorio, trovando un opportuno equilibrio.
Nel progetto non c’è evidentemente l’idea di una gratuità tout court, non sostenibile e pregiudizievole della professione dei veterinari, ma vi è il desiderio di avviare un confronto per valorizzare l’attività dei prestigiosi istituti presenti sul territorio.
Per Francesca Pasquino (PD) lo spirito della proposta è apprezzabile perché volto alla tutela degli animali da compagnia ed al sostegno delle famiglie in difficoltà. Ha tuttavia rivolto qualche critica sulla mancata sensibilità emersa nei 10 anni da parte del precedente governo della città. Nel merito, invece, l’odg presenta evidenti criticità sul piano della sostenibilità, dell’equità e soprattutto delle priorità di spesa pubblica.
La proposta infatti prevede di creare una struttura ospedaliera all’avanguardia, pur essendo già previste strutture di eccellenza in Umbria, con costi di realizzazione e gestione stimati in milioni di euro. In un momento di sofferenza per il sistema sanitario regionale “umano”, quella in esame non può essere la priorità, specie alla luce della “gratuità universale” prospettata. Il servizio infatti finirebbe per essere destinato a tutti e non solo alle famiglie in difficoltà o sofferenza, con problemi in termini di equità.
Vago infine il prospettato finanziamento del progetto.
Appare ben preferibile, dunque, lavorare sul potenziamento di servizi già esistenti, ad esempio presso l’università degli studi di Perugia.
In replica finale la consigliera Margherita Scoccia ha sgombrato il campo dalla natura propagandistica della proposta, ponendo l’accento invece sulla coerenza della stessa.
Ha quindi sostenuto che il tema, comune ai due schieramenti, deve essere oggetto di dialogo, in una visione che non è di concorrenza con la salute umana.
Ha preannunciato quindi la volontà di interloquire con la maggioranza per arrivare alla stesura di un documento condiviso, finalizzato alla costruzione di un progetto comune tra gli enti coinvolti, partendo dalla valorizzazione delle eccellenze già esistenti.
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E’ poi stato discusso l’Ordine del giorno presentato dal Consigliere Mencaglia (FdI): Avvio di un percorso per l’introduzione di tariffe agevolate sui mezzi pubblici per i caregiver che accompagnano persone con disabilità.
L’atto era stato discusso lo scorso 16 febbraio.
Illustrando l’atto Riccardo Mencaglia ha spiegato che la presenza dei caregiver rappresenta un sostegno essenziale per molte persone con disabilità, supportando la loro autonomia e la possibilità di muoversi sul territorio.
Gli spostamenti quotidiani possono comportare costi significativi per le famiglie, soprattutto quando è necessario utilizzare i mezzi pubblici con frequenza e l’accompagnatore deve necessariamente viaggiare insieme alla persona assistita.
Ad oggi, nel territorio comunale, non risultano attive specifiche agevolazioni tariffarie rivolte ai caregiver che accompagnano persone con disabilità sui mezzi pubblici, e proprio per questo un percorso condiviso tra enti competenti potrebbe rappresentare un importante passo in avanti.
In diversi contesti italiani ed europei sono già attive forme di agevolazione tariffaria per gli accompagnatori di persone con disabilità.
In ragione di ciò il consigliere impegna l’Amministrazione:
– a promuovere l’avvio di un tavolo di confronto con Regione Umbria, i gestori del servizio e tutti i soggetti competenti, insieme alle associazioni che si occupano di disabilità e al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, al fine di valutare la fattibilità e le modalità di introduzione di tariffe agevolate o gratuità per i caregiver che accompagnano persone con disabilità sui mezzi del trasporto pubblico locale;
– a riferire alla competente Commissione consiliare sugli esiti dei lavori del tavolo e sui successivi passi progettuali da intraprendere.
La Referente del Ministro per le disabilità dell’Unità di Supporto Territoriale Paola Fioroni ha parlato di tema centrale nell’agenda politica degli enti pubblici. In merito alla proposta ha espresso apprezzamento per la volontà di promuovere un confronto tra i soggetti coinvolti.
Circa i contenuti dell’odg, ha evidenziato che l’azione indicata rappresenta uno strumento ulteriore per garantire il pieno godimento dei diritti da parte delle persone con disabilità, partendo da quelli legati alla mobilità. Ciò magari tramite l’utilizzo della disability card.
Il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Massimo Rolla ha apprezzato la proposta di costituzione di un tavolo tecnico perché ciò consente un confronto diretto tra associazioni ed enti coinvolti. Rolla ha sostenuto che strettamente connesso al tema proposto vi è quello più ampio dell’accessibilità nell’ambito dei sistemi di mobilità. Ad oggi sul territorio l’unico mezzo di trasporto pienamente accessibile è il minimetrò; su questo fronte, dunque, occorre avviare analisi mirate per poter poi procedere con gli opportuni interventi.
Fatto ciò si potrà parlare quindi non necessariamente di gratuità delle tariffe, bensì di tariffe agevolate.
L’assessora alle politiche sociali Costanza Spera ha segnalato l’assenza di rappresentanti delle associazioni che tutelano gli interessi dei disabili, la cui presenza sarebbe invece importante per ascoltare il loro punto di vista. Nel merito ha rimarcato, altresì, la carenza di una normativa nazionale che vada a definire i ruoli, nonché a sancire gli aiuti e gli interventi concreti a sostegno del ruolo dei caregiver.
Quanto al tema specifico, ha sostenuto che nel tempo si poteva e doveva fare molto di più in materia di trasporti per consentire un pieno godimento dei diritti da parte di disabili ed accompagnatori. Ciò non esclude, ovviamente, che sulla vicenda si possa lavorare come in effetti l’Amministrazione sta già facendo. Il riferimento è alla disability card che consentirà diritti ed una accessibilità per tutti.
L’assessore alla mobilità Pierluigi Vossi ha spiegato che il Comune in materia di mobilità dovrà necessariamente prevedere nel nuovo pums le soluzioni relative all’attuazione della piena accessibilità su tutti i mezzi di trasporto, vigilando affinché tali indirizzi vengano recepiti nell’ambito della gara regionale sui trasporti.
Nel frattempo a Perugia si è lavorato e si sta lavorando sui transiti pedonali, soprattutto nell’area di Fontivegge e presso le fermate del Metrobus anche alla luce dei molteplici cantieri in atto.
Nel merito dell’odg, Vossi ha confermato che ad oggi non esiste una gratuità delle tariffe in favore degli accompagnatori dei disabili; l’auspicio è che questo aspetto venga recepito nel disegno di legge all’esame del Parlamento impegnato nella definizione di una legge sui caregiver.
Arrivando al caso Perugia ed Umbria, l’assessore ha spiegato che la proposta contenuta nell’odg comporta delle implicazioni tecnico-economiche significative; per questo è necessario avviare il percorso di confronto onde comprendere anche la fattibilità del progetto.
Il capogruppo del Pd Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha parlato di odg condivisibile che si inserisce in un percorso già avviato dall’Amministrazione. Ha quindi confermato il sostegno all’atto, preannunciando nel contempo alcuni emendamenti al documento e chiedendo di poter audire i rappresentanti delle associazioni coinvolte.
Riccardo Mencaglia ha accolto la richiesta di rinvio della votazione al fine di poter emendare l’atto ed audire ulteriori ospiti.




