La IV commissione consiliare cultura, nel corso della seduta di martedì 3 marzo, ha discusso due atti.
E’ stato approvato con 9 voti a favore e 4 astenuti l’Ordine del giorno urgente presentato dai Consiglieri Donato e Nuzzo del Gruppo Movimento 5 Stelle: Richiesta alla Giunta Comunale di attivarsi presso il Ministero dell’Interno e i suoi rappresentanti territoriali (Prefettura e Questura) per consentire alla Polizia Locale di Perugia l’accesso al Sistema d’ Indagine Interforze (S.D.I.).
Dopo aver ricordato che la polizia locale concorre al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza, Antonio Donato ha riferito che presso il Ministero dell’Interno è istituito il sistema informativo del Dipartimento della pubblica sicurezza (SDI) il cui accesso è consentito alle Forze di polizia, ma può essere esteso ad altre amministrazioni o enti pubblici per specifiche finalità di polizia, mediante convenzioni.
Pur avendo ampliato le proprie attività in materia di sicurezza, ad oggi la polizia locale, non potendo accedere al SDI, non è in grado di verificare la situazione personale di eventuali individui fermati, con la conseguenza di dover rivolgersi alla Questura aumentando i tempi delle procedure.
Si sottolinea inoltre che in numerosi Comuni italiani sono stati già avviati protocolli operativi con Prefetture e Ministero dell’Interno per consentire alla Polizia Locale l’accesso, totale o parziale, allo SDI, a dimostrazione della praticabilità tecnico-giuridica dello strumento.
Ritenendo che sia necessario colmare un ritardo che limita l’efficacia della Polizia Locale nel contribuire alla sicurezza urbana, con l’odg i consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-ad attivarsi formalmente presso il Ministero dell’Interno, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e i rappresentanti territoriali dello Stato (Prefettura e Questura), per ottenere l’abilitazione della Polizia Locale di Perugia all’accesso al Sistema d’Indagine (S.D.I.).
-a richiedere l’avvio di un percorso tecnico con la Prefettura, volto alla sottoscrizione di un protocollo operativo che disciplini: livelli di accesso (profilazione utenti); modalità di consultazione; tracciatura e audit; formazione obbligatoria del personale; integrazione con la Centrale Operativa; misure di sicurezza informatica previste dal CED Interforze.
-a coinvolgere il Comandante della Polizia Locale, al fine di individuare gli operatori da abilitare e le procedure necessarie, in modo da garantire l’utilizzo dello SDI in piena sicurezza e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
-a riferire periodicamente alla Commissione competente e al Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del percorso istituzionale.
La consigliera Margherita Scoccia ha sottolineato che la questione non è nuova per l’Amministrazione perché chiama in causa il ruolo della polizia locale e delle altre forze dell’ordine. Va fatta una distinzione tra i diversi organi: al SDI al momento possono accedere coloro che vengono formati attraverso un concorso nazionale; mentre questo percorso per la polizia locale è tutto da costruire. Pertanto l’opposizione ritiene che sia importante ascoltare il parere della comandante della polizia locale e della prefettura per comprendere la fattibilità della proposta.
Per Marko Hromis (PD) sono condivisibili le richieste e valutazioni di Scoccia; rassicura tuttavia il fatto che al punto 2 del dispositivo dell’odg sia chiesto semplicemente di “avviare un percorso tecnico” con la prefettura per sottoscrivere un protocollo che prevede il percorso citato dalla consigliera. Secondo Hromis l’odg ha il merito di proporre una soluzione innovativa e coraggiosa volta all’efficientamento dell’attività della polizia locale nonché per evitare possibili duplicazioni. Dunque la cautela è già espressa nel dispositivo.
Per Riccardo Mencaglia (FdI) il tema non è nuovo ma solleva ancora alcune perplessità pur essendo improntato alla cautela. Su un argomento così delicato, secondo il capogruppo, per avere un’idea completa ed esprimere un parere adeguato, è essenziale audire la comandante della polizia locale anche al fine di sciogliere alcuni dubbi.
In replica Antonio Donato ha sostenuto che il dispositivo dell’atto è molto prudente in quanto la misura non è attivabile direttamente dal Comune, ma richiede l’intervento della Prefettura e del ministero dell’Interno. Si tratta dunque di un indirizzo politico che si intende dare, ma che necessita poi delle valutazioni di organismi superiori.
Edoardo Gentili (FI) ha ribadito l’importanza di acquisire il parere tecnico sulla proposta, prima di pervenire al voto sull’atto, come avviene normalmente in tutte le sedute di commissione. Sul piano politico, secondo Gentili, l’indirizzo proposto è in contraddizione con quelli precedenti dati dalla maggioranza e dall’Amministrazione in questa prima parte di consiliatura (si veda tra gli altri l’eliminazione della dotazione del taser).
L’accesso al Sdi, infatti, serve a sapere se la persona che viene fermata durante il servizio dalla polizia locale sia ricercata, abbia precedenti, ecc. Sembra strano, dunque, che un vigile da un lato non debba avere in dotazione strumenti adeguati di deterrenza (come le altre forze armate), ma possa avere accesso ai sistemi riservati ai membri delle forze dell’ordine.
Per Gentili l’odg può essere anche condivisibile ma deve accompagnarsi ad altre misure correlate.
Ulteriormente argomentando il proponente Antonio Donato ha spiegato che quella sul taser è stata una valutazione presa nell’ambito del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, assunta al termine della sperimentazione. Dunque non c’è stata una decisione unilaterale dell’Amministrazione. Per Donato fare un tentativo con gli organi preposti per consentire di aumentare il livello di conoscenza della polizia locale, nei modi che verranno eventualmente concessi, rappresenta una buona soluzione.
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Successivamente è stato respinto con 9 voti contrari e 5 a favore l’Ordine del giorno presentato dal consigliere Mencaglia, del gruppo Fratelli d’Italia: Istituzione di un monumento cittadino dedicato ai caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, con particolare dedica ai caduti di Nassiriya, in occasione della ricorrenza del 12.11.2025.
Mencaglia ha ricordato che il 12 novembre è la Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, istituita con Legge 12 novembre 2009, n. 162.
In questa stessa data, il 12 novembre 2003, avvenne il tragico attentato di Nassiriya, in Iraq, costato la vita a 19 connazionali (12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito Italiano e 2 civili) oltre a numerosi feriti, impegnati nella missione internazionale “Antica Babilonia”, nell’ambito delle attività di pace condotte;
La ricorrenza del 12 novembre rappresenta dunque, per la Repubblica, un momento solenne di memoria nazionale, che unisce il ricordo dei Caduti nelle missioni di pace al sacrificio dei Caduti di Nassiriya, divenuti simbolo dell’impegno italiano nelle operazioni internazionali.
Perugia – ha continuato Mencaglia – non dispone attualmente di un monumento specificamente dedicato ai Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, sebbene numerosi comuni italiani abbiano già provveduto a istituire luoghi dedicati a tale memoria. L’anniversario del 12 novembre, pertanto, offre l’occasione ideale per istituire a Perugia un luogo permanente di ricordo dei Caduti nelle missioni di pace, con particolare riferimento ai Caduti di Nassiriya, affinché la memoria resti viva nella comunità e nelle future generazioni.
In ragione di ciò, Mencaglia impegna l’Amministrazione:
-a prevedere come scelta prioritaria la realizzazione di un nuovo monumento cittadino dedicato ai Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, con particolare dedica ai Caduti di Nassiriya, da collocare in un luogo pubblico significativo e facilmente accessibile.
-in alternativa, qualora ritenuto più immediato o tecnicamente opportuno, a valutare l’apposizione di una targa commemorativa presso l’Ara Pacis, simbolico luogo cittadino del ricordo dei Caduti per la Patria, riportante la dedica: “Ai Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace – In memoria dei Caduti di Nassiriya (12 novembre 2003)”.
Per Antonio Donato (M5S) l’odg è condivisibile nello spirito essendo finalizzato a ricordare le vittime di Nassiriya e porre l’accento sull’importante ruolo di pace svolto dai militari italiani nei luoghi di guerra.
Dunque il valore della data citata è importantissimo ed è giusto ricordarla anche a livello locale come già avviene in ambito nazionale.
Entrando però nel dettaglio dell’odg, Donato ha chiesto di sapere come mai si voglia proporre la realizzazione di un ulteriore monumento alle vittime di Nassiriya, visto che una targa commemorativa è già esistente a Castel del Piano accanto al monumento ai caduti.
Donato ha quindi sottolineato che l’odg non appare accoglibile nei due dispositivi proposti.
Secondo Leonardo Varasano (Progetto Perugia) l’odg è molto opportuno perché i monumenti ai caduti sono stati finora gli strumenti con cui è stata costruita l’identità nazionale recente. Ciò per ricordare ed onorare i tanti caduti durante le guerre.
Pur essendo numerosi i monumenti presenti a Perugia e nelle frazioni, Varasano ha ricordato che negli anni ’20 si pensò di realizzare (ma senza successo) un parco per la rimembranza di tutti i caduti in piazza d’armi. Oggi Perugia ha vari monumenti sparsi per la città ed un luogo privilegiato per il ricordo di tutti i caduti come l’ara pacis che, tuttavia, appare infelice nella sua collocazione in quanto non facilmente raggiungibile e poco visibile.
Sarebbe opportuno, quindi, immaginare un monumento aggiuntivo in un luogo da individuare, ove vi siano le risorse economiche disponibili per farlo. In caso negativo ben venga, in alternativa, l’apposizione di una targa presso l’ara pacis.
Per Varasano è importante ricordare Nassiriya, essendosi trattato dell’attentato più grave contro i militari italiani impegnati in missioni all’estero.
In replica rispetto alle parole espresse da Donato, Riccardo Mencaglia ha spiegato che sia all’ara pacis e con gli altri monumenti presenti in città vengono ricordati solo i caduti delle guerre. La legge 162 del 2009 invece ha la finalità di ricordare specificatamente i Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, tra cui anche quelli di Nassiriya
Per questo Mencaglia ha detto di non vedere alcuna sovrapposizione con i monumenti esistenti. Lo stesso dicasi per la targa presente a Castel del Piano, non apposta dal Comune di Perugia, ma su iniziativa di un’associazione territoriale, quella dei combattenti e reduci.




