Il Consiglio approva il bilancio consolidato 2025
Il Consiglio approva il bilancio consolidato 2025

Nella seduta del 26 ottobre, il Consiglio comunale ha approvato con 20 voti favorevoli e 8 astensioni le modifiche al Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la valorizzazione dei beni comuni urbani.
A illustrare l’atto in aula è stato Antonio Donato in qualità di presidente della prima commissione, che il 20 ottobre ha espresso parere favorevole sulla proposta con 8 voti favorevoli e 4 astensioni.
In collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Politiche, nell’ambito dell’accordo per attuare il progetto di ricerca “Processi e organismi partecipativi nel territorio del Comune di Perugia”, si è valutata la necessità dell’aggiornamento del citato regolamento alla luce della veloce evoluzione delle esperienze nazionali in altre amministrazioni comunali. Insieme all’ateneo e agli uffici comunali, si è quindi giunti a un testo sottoposto anche una consultazione pubblica online per recepire suggerimenti.
Il nuovo “Regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni” si compone di 34 articoli ed è stato oggetto di alcune modificazioni (6 emendamenti) anche nel corso della trattazione in commissione.
Il nuovo testo costituisce un aggiornamento organico dello strumento già adottato dal Comune, con l’obiettivo di rafforzare le forme di collaborazione tra amministrazione, cittadini attivi e soggetti del territorio nella cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni materiali e immateriali.
L’intervento normativo si inserisce nel più ampio processo di evoluzione delle politiche di partecipazione e amministrazione condivisa, recependo le innovazioni introdotte dalla disciplina del Terzo Settore e valorizzando il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale. Il regolamento mira a rendere più chiaro e integrato il rapporto tra gli strumenti della partecipazione civica, i Patti di collaborazione e gli istituti della co-programmazione e della co-progettazione, favorendo una collaborazione stabile e strutturata tra istituzioni e comunità locali.
Tra gli elementi di maggiore rilievo della nuova versione si evidenzia innanzitutto l’aggiornamento del quadro dei soggetti che possono partecipare ai processi di amministrazione condivisa. Oltre ai cittadini singoli e associati, viene rafforzato il ruolo degli enti del Terzo Settore, delle imprese sociali, delle istituzioni scolastiche e universitarie, dei gruppi informali e degli altri soggetti espressione della comunità territoriale, in coerenza con la normativa più recente.
Una seconda innovazione significativa riguarda il raccordo tra i diversi strumenti amministrativi che perseguono finalità collaborative e partecipative. Il regolamento chiarisce infatti le relazioni tra Patti di collaborazione, bilancio partecipativo, processi partecipativi, co-programmazione e co-progettazione, fornendo un quadro unitario delle modalità attraverso cui cittadini e amministrazione possono concorrere alla cura dell’interesse generale.
La nuova disciplina introduce inoltre una più netta distinzione tra Patti di collaborazione semplici e complessi, con procedure maggiormente definite per gli interventi che comportano rilevanti attività di gestione, rigenerazione o valorizzazione di beni e spazi pubblici. Tale impostazione consente di graduare gli adempimenti amministrativi in funzione della complessità degli interventi, garantendo al tempo stesso trasparenza, efficacia e adeguata tutela dell’interesse pubblico.
Particolare attenzione è dedicata ai temi della rendicontazione, del monitoraggio e della valutazione degli effetti delle attività collaborative, con l’obiettivo di rafforzare la responsabilità condivisa tra amministrazione e soggetti coinvolti e di favorire la misurazione degli impatti sociali generati dalle iniziative.
Tra le novità figura inoltre l’introduzione di una specifica disciplina relativa ai beni comuni digitali, riconoscendo il valore di dati, piattaforme, archivi, contenuti e strumenti digitali come patrimonio collettivo da tutelare e sviluppare attraverso modalità collaborative e partecipative.
Il regolamento valorizza inoltre il concetto di comunità di riferimento e rafforza le disposizioni dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, in una prospettiva coerente con i principi della Convenzione di Faro e con le più recenti esperienze di gestione comunitaria dei beni di interesse collettivo.
Nel complesso, la revisione proposta non modifica l’impianto valoriale originario del regolamento, ma ne aggiorna contenuti, definizioni e procedure, rendendolo più coerente con l’evoluzione del quadro normativo e con le pratiche di amministrazione condivisa sviluppatesi negli ultimi anni. Il nuovo testo si propone pertanto come uno strumento più moderno, inclusivo ed efficace per promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza, la cura dei beni comuni e la costruzione di forme di collaborazione stabile tra istituzioni e società civile nell’interesse della comunità locale.
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Edoardo Gentili (FI), aperto il dibattito, aveva proposto l’aggiunta, fra i principi generali di cui all’articolo 3, del principio di non esclusività del diritto di uso basato su un patto di collaborazione. Nel dettaglio, aveva chiesto di inserire la seguente lettera p) all’articolo 3: “Non esclusività – “Nessun patto di collaborazione, semplice o complesso, può attribuire ai soggetti attivi diritti di uso esclusivo, prevalente o preferenziale sul bene comune. Eventuali utilizzi riservati sono eccezionali, temporanei, motivati ed espressamente indicati nel patto”. Il consigliere ha notato che l’art. 32, comma 2, già accenna tale principio, ma ne ha chiesto l’inserimento tra i principi generali. Sulla proposta di emendamento il dirigente competente, Emilio Buchicchio, ha espresso parere di regolarità tecnica positivo.
Secondo Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Pd), i lavori della commissione sono stati intensi e hanno fatto seguito a un processo articolato, che ha anche consentito di far pervenire all’amministrazione numerosi pareri dall’esterno. Così, ha puntualizzato il consigliere, si è giunti non all’adozione di un nuovo regolamento, ma alla revisione parziale di un regolamento approvato dalla precedente amministrazione. In conclusione, visto anche il lavoro positivo e dialogante svolto con la minoranza, ha definito superflua l’integrazione chiesta da Gentili.
Donato ha ribadito che il principio di esclusività è comunque già esplicitato nell’articolato.
L’emendamento è stato respinto con 8 voti favorevoli e 20 contrari.



