Alla vigilia dell’8 marzo e in occasione degli 80 anni del diritto di voto alle donne – spiega in una nota il gruppo PD – un decreto legislativo a firma della Presidente Meloni e della ministra Roccella minaccia la cancellazione delle figure delle Consigliere di parità regionale e territoriale. La proposta prevede infatti la progressiva chiusura dei punti di riferimento della promozione della parità di genere nelle regioni e nei territori (città metropolitane e province), per costruire invece un’unica struttura centrale.
Ad oggi il governo Meloni, dopo aver progressivamente depotenziato le figure delle Consigliere di parità sul lato economico, rendendo di fatto estremamente difficoltoso lo svolgimento delle funzioni previste dal codice delle pari opportunità, compie un passo ulteriore verso la cancellazione definitiva di questi ruoli, attivi su base territoriale, per la tutela e il controllo dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in presenza di discriminazioni e per la garanzia delle pari opportunità.
Il decreto legislativo, depositato in Parlamento ad inizio marzo 2026, collegato al recepimento della Direttiva Europea 2023/970, prevede infatti la creazione, a partire dal 2027, di un nuovo “Organismo per la parità” con sede a Roma, destinato a sostituire in toto l’attuale rete delle Consigliere di parità presenti sui territori. Un accentramento che mette a rischio l’efficacia delle politiche di tutela della parità dei diritti e che non tiene in considerazione differenze e peculiarità dei singoli territori, rischiando di fatto di produrre ulteriore discriminazione e vanificando l’efficacia di possibili interventi.
Dopo l’affossamento della proposta del congedo parentale paritario e dell’istituto del consenso relativamente alla legge contro la violenza sulle donne, il gruppo consiliare del Partito Democratico del Comune di Perugia, di concerto con la segreteria comunale PD di Perugia e i Giovani Democratici di Perugia, assume una netta posizione e denuncia fermamente l’ennesimo attacco ai diritti delle donne, delle lavoratrici e dei lavoratori da parte del governo in carica. È evidente che il governo Meloni intenda proseguire sulla strada della demolizione degli strumenti di parità e giustizia sociale di cui il genere femminile ha bisogno per la propria autodeterminazione”.




