Concluso con successo lo scambio col comune albanese di Vau
Ponte San Giovanni: ritorno del mercato e traffico nel caos
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Un laboratorio a cielo aperto per riscrivere il presente e il futuro di uno dei quartieri più complessi e stratificati di Perugia. Una iniziativa che pone una prima pietra fondamentale per una riqualificazione urbana in sette mosse su misura per Piazza del Bacio e il complesso del Centro Direzionale della Regione Umbria – Palazzo Broletto, in via Mario Angeloni, attraverso un prezioso manuale d’uso che l’amministrazione comunale potrà utilizzare concretamente per migliorare la qualità della vita di quest’area. In sostanza, un modello di azioni strategiche – replicabile anche in altre zone della città -, una metodologia capace di dare anche risposte concrete alle esigenze di residenti, lavoratori, studenti e commercianti espresse attraverso un percorso di ascolto per vivere appieno il quartiere. Sono questi, in sintesi, i risultati del progetto “Common Play Ground Perugia”, l’intenso workshop di sei giorni dedicato a ricerca, urbanismo tattico e co-progettazione, avviato lo scorso 7 settembre dal Comune di Perugia – con l’assessorato allo Sviluppo economico sostenibile, Commercio e Artigianato, Smart City, Rapporti con Università e Istituti di Alta formazione guidato da Andrea Stafisso, che ha seguito passo dopo passo i lavori – in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, insieme a Temporiuso e l’Università degli Studi di Perugia.
Le forze in campo. Alla presenza degli assessori del Comune di Perugia Davide Grohmann (Ambiente e Rigenerazione urbana) e Fabrizio Croce (Turismo, Città Storica, Spettacolo dal Vivo, Creatività Urbana, Rapporti con le Associazioni Culturali ed Economia della Notte), della Direttrice dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, Tiziana D’Acchille, del Prof. Marco Tortoioli Ricci (coordinatore del Biennio magistrale in Brand Design dei territori all’ABA e Coordinatore scientifico del workshop) e dell’architetta e designer Isabella Inti (Temporiuso Impresa Sociale), sono stati mostrati alla cittadinanza e alla stampa gli esiti di un lavoro corale. Il progetto ha visto collaborare studenti, designer, ricercatori e docenti dell’ABA e dell’Ateneo perugino fianco a fianco con la comunità locale, avvalendosi, inoltre, del contributo del Prof. Antonio Picciotti (Università degli Studi di Perugia) e della designer Valeria Ciffarelli (in partnership con l’associazione locale Attrezzeria Urbana).
Una sinergia di soggetti che ha messo a terra i fondamenti divulgati nel corso di Brand design dei territori. “L’Accademia ‘Vannucci’ ha sviluppato negli anni un metodo che non è soltanto didattico, ma è anche un metodo di ricerca che oggi vediamo calato concretamente in un progetto operativo – ha sottolineato la Direttrice D’Acchille nel suo intervento di saluto istituzionale -. Ringrazio molto il Comune di Perugia perché questa sinergia è fondamentale: come Accademia sviluppiamo spesso progetti di questo tipo in collaborazione con le istituzioni civiche e con realtà culturali, come la Galleria Nazionale dell’Umbria. Questo dialogo ricucito con le istituzioni locali, nazionali e internazionali che fanno rete è la vera svolta per il futuro delle nostre istituzioni, che non possono più praticare una didattica avulsa dalla quotidianità, ma devono sapersi misurare costantemente con le esigenze del reale e della contemporaneità”.
Le linee si azione. Il workshop ha affrontato l’area di Fontivegge e l’architettura postmoderna firmata da Aldo Rossi non con interventi astratti, ma attraverso un doppio binario concreto: un’eredità materiale e una immateriale.
L’intervento materiale: l’Abaco degli arredi urbani. La piazza ha visto la prima installazione fisica dei moduli realizzati in autocostruzione grazie alla collaborazione con la cooperativa Attrezzeria Urbana. L’approccio adottato è quello di un Common Playground: un sistema integrato di arredi reversibili, modulari e leggeri ideati per restituire ombra, sosta e funzionalità allo spazio pubblico. Tra le strutture presentate spiccano: Zone sosta, studio e ristoro, con tavoli, panche flessibili e quinte con coperture protettive dal sole e dalla pioggia, pensate per momenti di riposo, studio all’aperto o merende comunitarie; Modulo Media e Cultura: un Info Point di quartiere abbinato a uno schermo/video wall per proiezioni cinematografiche all’aperto e presentazioni di libri; Dispositivi ludico-sportivi: attrezzature flessibili con tavoli da ping-pong e altalene per dare risposta alle richieste di bambini e famiglie del quartiere; Elementi di festa e musica: casse di risonanza acustiche e un grande festone mobile di 20 metri, simbolo visivo della festa e dell’incontro multiculturale. I moduli, temporaneamente posizionati negli spazi al coperto della Regione Umbria (Palazzo Broletto), saranno progressivamente affidati alla gestione e all’animazione della piazza.
L’eredità immateriale: il Patto di collaborazione e il Palinsesto. L’intervento non si limita all’arredo, ma propone un modello di governance condivisa: un’ipotesi di Patto di Collaborazione che punta a mettere in rete associazioni locali, lavoratori di Palazzo Broletto, studenti, residenti e realtà culturali della stazione. Il Patto coordinerà un palinsesto di attività strutturato nel tempo, con cadenze ipotizzabili di tipo settimanale, per mercati agricoli a filiera corta, mercatini del design, swap party e attività ludico-sportive quotidiane; mensile, per proiezioni di cinema all’aperto, piccoli concerti e incontri letterari organizzati in sinergia con la Biblioteca delle nuvole; annuale: grandi eventi festivi e culturali a carattere nazionale ed internazionale.
Quando l’Alta Formazione può fare la differenza. L’obiettivo raggiunto oggi non è calare una soluzione dall’alto, ma dimostrare come l’Alta Formazione e le Istituzioni possano attivare risorse civiche e dare forma alle esigenze reali di chi vive Fontivegge ogni giorno. “Oggi abbiamo presentato i risultati di Common Play ground Perugia, un workshop intensivo svolto in una settimana in accordo con il Comune di Perugia per la definizione di linee guida finalizzate alla riattivazione degli spazi urbani”, ha spiegato nel dettaglio il Prof. Marco Tortoioli Ricci. “È stato un percorso intenso non solo dal punto di vista dell’analisi, della ricerca e della progettazione, ma anche della realizzazione materiale. Oggi abbiamo mostrato alla cittadinanza i primi esemplari di un abaco di strutture di architettura temporanea e tattica: uno strumento essenziale per un’amministrazione pubblica nei progetti di riattivazione degli spazi urbani, intesi come azione e viatico affinché queste sperimentazioni possano poi trasformarsi in interventi permanenti. A questo lavoro ha partecipato un gruppo di 30 giovani tra studenti e dottorandi provenienti da tutta Italia, con competenze differenti che spaziavano dal design della comunicazione all’architettura, fino all’economia e al design. Hanno lavorato insieme perché crediamo fermamente che azioni progettuali di questa portata debbano nascere necessariamente da una visione multidisciplinare e corale”.
Il punto di vista delle istituzioni.
Con la consegna del libro-guida “Common Play Ground Perugia” all’Amministrazione comunale, si chiude la fase d’emergenza progettuale e si apre una nuova stagione di presidio spontaneo, cura e riappropriazione dello spazio pubblico di Piazza del Bacio.
“In Piazza del Bacio si è sperimentata una forma di lavoro corale estremamente interessante – ha evidenziato l’assessore Fabrizio Croce – La rigenerazione urbana passa inevitabilmente attraverso la creatività, e in questo contesto il Comune ha operato per dare supporto logistico e facilitare il processo, mentre gli Istituti di Alta Formazione hanno messo in campo competenze e docenti, e le associazioni del territorio l’energia, il lavoro e la volontà di avviare percorsi di collaborazione. Importante è stato anche il ruolo dei soggetti facilitatori, che hanno unito domanda e offerta aiutando a comprendere come intervenire sullo spazio. Attraverso un lavoro capillare di interviste e sondaggi sul campo si è sintetizzata la domanda del quartiere e si sono individuate soluzioni concrete, racchiuse ora in un vademecum: una linea guida preziosa per l’Amministrazione e per gli operatori della città, utile a creare strumenti capaci di rivitalizzare uno spazio e farlo vivere attraverso momenti di socialità, cultura e vita comune”. Per l’assessore Davide Grohmann “Common Playground Perugia rappresenta un’opportunità importante per la nostra città, sia per le istituzioni culturali che per quelle civiche. Non soltanto per le ricadute immediate o più rapide che potrà avere per il quartiere di Fontivegge, pure molto importanti perché sono il contenuto dell’indagine svolta dai ragazzi del workshop di questa settimana, ma anche per quelle a lungo termine. All’interno delle linee guida realizzate abbiamo ricevuto indicazioni molto preziose per portare nei nostri regolamenti comunali delle ipotesi di lavoro che permettano a queste attività di diventare strutturali, e a dispositivi come quelli realizzati qui in piazza di diventare parte di un patrimonio pubblico attivabile ogni volta che le comunità lo chiedono. Non è un passaggio banale: sono percorsi che devono essere costruiti e queste occasioni ci offrono l’opportunità concreta per poterlo fare”.
Al workshop Common Play ground Perugia è stata applicata la metodologia di lavoro già sviluppata da Temporiuso attraverso un lungo periodo di ricerca e sperimentazione. L’obiettivo è fornire al Comune di Perugia di uno strumento su cui costruire il proprio progetto di rigenerazione di spazi pubblici, costruire un possibile modello di governance, dotarsi di dispositivi architettonici per il ridisegno e attivazione temporanea di questi spazi. Usi tattici temporanei settimanali, mensili e annuali, che animano una piazza per accompagnare un processo di rigenerazione permanente, con un percorso di co-design e cogestione con realtà locali.
Le 7 mosse della metodologia.
1. Quali sono le piazze e gli spazi che possiamo definire pubblici?
Un primo lavoro di ricognizione, in collaborazione con il Comune di Perugia, partendo da Piazza del Bacio a Fontivegge e allargandoci, secondo direttrici definite, ad aree vicine e confinanti per individuare i luoghi che partendo da una percezione di forte criticità e marginalità possono essere inclusi nel programma Common Playground Perugia.
2. Quali le popolazioni e le comunità che li abitano? Quali i bisogni e le aspettative di utilizzo?
Una fase di lavoro condotto tramite incontri, dialoghi, interviste con residenti storici, popolazioni temporanee di lavoratori, studenti, nuove comunità con background migratorio, nuove generazioni 2G e 3G che in varia forma e da diversa durata abitano in quest’area. Per necessità e tempo il lavoro si è concentrato sulla Piazza del Bacio, allargandosi poi naturalmente alle zone vicine alla Stazione, Ottagono, Piramide.
3. Quali nuovi cicli di usi e attività sarà possibile programmare?
Dal lavoro sul campo emergono direttrici chiare sulle aspettative di utilizzo che popolazioni e comunità si attendono. Gioco, sport, eventi culturali di musica, cinema all’aperto, danza e balli di gruppo, stare seduti in piazza e al coperto, presentazioni e reading letterari connessi con la Biblioteca delle Nuvole, cene sociali, chiosco caffetteria, mercati swap, agricoli, giardinaggio… Sono emersi desideri e progettualità di diverse realtà informali, istituzionali, del terzo settore. che potrebbero comporre un nuovo programma d’uso, un palinsesto per la piazza, con corsi, eventi, servizi sia settimanali, come pure mensili o annuali.
4. Quali i dispositivi architettonici temporanei per rendere effettivo il programma di riattivazione?
Conseguenza del lavoro di ricerca e ricognizione è stato un parallelo processo progettuale e realizzativo, che ha visto coinvolti esperti di design e arredi pubblici, ma anche studenti e falegnameria sociale, e che ha portato alla composizione di un abaco di infrastrutture e arredi che consideriamo strumento necessario alla trasformazione in chiave funzionale e relazionale dei luoghi su cui pensiamo di intervenire. Panche, tavoli, coperture/brise-soleil in primis, ma anche pannelli infopoint, palco, giochi per bimbi e reti per arrampicata, quinte espositive, schermi di tela per proiezioni, festoni con grafica dedicata.
5. Quale progetto di governance per l’assegnazione e la gestione degli spazi? Sarebbe tutto inutile se un progetto del genere non dovesse contare su un coerente progetto di governance adottato dall’Istituzione che ha la proprietà e il governo degli spazi. Come si attualizzano i patti territoriali esistenti fra Comune, Associazioni e terzo settore affinché si possa arrivare alla costituzione di una cabina di regia e alla pubblicazione di bandi per l’assegnazione dei singoli progetti di animazione? Un bando/call per l’assegnazione e un patto di collaborazione tra proprietà e soggetto (o rete di realtà) gestore, sono spesso gli strumenti utili -e leggeri- per restituire un luogo ad una comunità di cura.
6. A quali soggetti sarà possibile consegnare i singoli programmi di gestione e quali i sistemi normativi che ne definiranno gli usi? In stretto collegamento al punto precedente sarà il sistema di procedure che permetteranno l’individuazione e la selezione dei soggetti candidati alla gestione. Una fase che richiederà un attento lavoro sulla profilatura delle capacità dei soggetti individuabili, perché non si perda la sostanza innovatrice del progetto avviato. A valle della selezione del gestore (o rete di realtà) si potrebbe anche prevedere un breve periodo di co-design con le Istituzioni, che individui regole comuni e di accesso alla piazza, come pure un piano economico sostenibile per il suo mantenimento.
7. In che modo il progetto Common Play Ground può esser scalabile a nuove aree della città?
Quanto è stato progettato e messo in pratica si costituisce come modello replicabile. L’esistenza di un documento e di una prassi avviata che sancisce una precisa metodologia di lavoro, consentirà facilmente di favorire processi di ‘adozione’ di programmi simili da aree sempre più lontane del cuore originario da cui Common Playground Perugia parte oggi.




