«La modifica della legge regionale sull’accesso alle case popolari voluta dalla sinistra è una scelta politica che indebolisce criteri costruiti negli anni per garantire equilibrio nelle graduatorie e tutela dei quartieri». È quanto afferma la consigliera comunale di Perugia Margherita Scoccia. «L’edilizia residenziale pubblica è un tema estremamente sensibile per migliaia di famiglie umbre – spiega l’esponente di Fratelli d’Italia – perché le case popolari sono una risorsa limitata realizzata con risorse pubbliche e destinata a chi vive stabilmente nelle nostre comunità e attraversa una reale condizione di difficoltà».
La riforma regionale – secondo il consigliere – interviene su alcuni dei requisiti che negli anni erano stati introdotti per garantire un equilibrio nel sistema di assegnazione degli alloggi Erp. «Tra le modifiche più rilevanti c’è l’eliminazione del requisito della permanenza pluriennale sul territorio, che prevedeva almeno cinque anni di residenza, e il ridimensionamento del principio dell’assenza di precedenti penali come condizione di accesso, limitando le cause di esclusione solo a determinate condanne particolarmente gravi. Cambiamenti – sottolinea – che ampliano in modo significativo la platea dei potenziali beneficiari degli alloggi pubblici e che la sinistra presenta come un aggiornamento necessario in nome dell’inclusione sociale. Ma negli anni si era cercato di costruire un sistema capace di tenere insieme solidarietà e responsabilità, senza rinunciare al principio di legalità e al radicamento nel territorio».
Secondo Scoccia eliminare o attenuare questi requisiti «significa modificare profondamente l’equilibrio di quel sistema, con effetti diretti sulle graduatorie e su chi potrà accedere agli alloggi pubblici in Umbria».
La questione assume un significato ancora più rilevante se osservata dal punto di vista dei quartieri e delle città, a partire da Perugia e in particolare da Ponte San Giovanni. «Proprio in quella periferia è in corso uno dei più importanti interventi di rigenerazione urbana degli ultimi anni grazie al Pinqua che finanzia progetti di riqualificazione urbana e nuovi alloggi pubblici. A Ponte San Giovanni questo intervento rappresenta una svolta per un’area per troppo tempo simbolo di degrado e abbandono. Per anni – prosegue Scoccia – il quartiere ha convissuto con un edificio che era diventato il simbolo stesso di quella situazione, il cosiddetto ‘Hotel Gomorra’, trasformato nel tempo in un punto di riferimento per occupazioni abusive, illegalità diffusa e problemi di sicurezza. Oggi quell’edificio è stato demolito e al suo posto prende forma un progetto completamente diverso: nuovi alloggi, servizi, spazi pubblici e strutture per le famiglie».
«La rigenerazione urbana – ricorda Scoccia – non è soltanto una questione edilizia ma anche sociale. Da assessore comunale all’urbanistica ho seguito in prima persona questo progetto perché era chiaro che Ponte San Giovanni meritasse una trasformazione profonda, capace di ricucire una frattura urbana e sociale che si trascinava da anni.
Proprio mentre Perugia investe risorse importanti per trasformare un’area simbolo del degrado in un nuovo quartiere e costruire nuovi alloggi pubblici all’interno di un progetto pensato per rafforzare il tessuto sociale la sinistra in Umbria cambia i criteri di assegnazione degli alloggi. Le case popolari – conclude – sono patrimonio pubblico e devono essere assegnate con regole che tengano conto anche della tutela e dell’equilibrio dei quartieri».




