Cannabis light: “la salute pubblica non può essere semplificata”

Nota dei gruppi di opposizione

date
24 febbraio 2026
- Redazione
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I gruppi di opposizione in Consiglio comunale hanno espresso voto contrario all’Ordine del Giorno che chiede di intervenire contro una legge nazionale in materia di cosiddetta “cannabis light”, definendola scientificamente infondata.

La nostra posizione non nasce da intenti proibizionisti né dalla volontà di colpire un settore economico. Nasce da un principio semplice: quando si parla di salute pubblica, la prudenza non è un’opzione ideologica, è un dovere istituzionale.

Abbiamo posto tre domande che riteniamo centrali e che restano, ad oggi, senza risposta:

Quando definiamo una sostanza “light”, cosa stiamo davvero comunicando?
Quando diciamo “è legale”, stiamo anche dicendo che è priva di rischi?
E chi si assume la responsabilità di quella rassicurazione?

Il tema non è semantico. È culturale.

Nella pratica quotidiana, sempre più giovani associano il termine “light” all’assenza di effetti. La letteratura scientifica mostra invece che il consumo di cannabis può interferire con attenzione, riflessi e coordinazione, e che la guida sotto l’influenza del THC comporta un aumento documentato del rischio di incidenti stradali. 

Sappiamo inoltre che la percezione del rischio tra i più giovani è in calo, e che tale banalizzazione può portare a scelte potenzialmente pericolose proprio in quelle fasce d’età biologicamente più vulnerabili. 

Con la scusa di “difendere due imprenditori” si rischia di mettere in secondo piano ciò che veramente conta: la salute dei nostri ragazzi e la fragilità di percorsi di sviluppo che non possono essere sottovalutati quando si tratta di sostanze che interagiscono con il sistema nervoso centrale.

Anche sul fronte del CBD, spesso descritto come totalmente innocuo, la letteratura documenta possibili effetti farmacologici, tra cui variazioni di laboratorio e interazioni metaboliche.

La tutela della salute pubblica non si fonda sulla buona fede. Ma su evidenze scientifiche.

Di fronte a questo quadro, riteniamo che un Comune debba esercitare cautela prima di assumere una posizione che si pone in contrasto con un impianto normativo statale su una materia che incide direttamente sulla salute pubblica.

Questo Ordine del Giorno si colloca in una linea politica che tende a interpretare ogni limite come un ostacolo e ogni regolazione come una compressione della libertà individuale. Noi riteniamo invece che la regolazione, quando si parla di salute e di giovani, rappresenti uno strumento di tutela, non un retaggio ideologico.

La responsabilità istituzionale impone equilibrio, soprattutto su temi così complessi.

Per queste ragioni, l’opposizione ha espresso voto contrario, riaffermando che la tutela della salute pubblica e la chiarezza nei messaggi rivolti ai cittadini devono rimanere priorità non negoziabili.

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