Attività extrascolastiche come presidio civico: accanto ai Get si sperimenta “Scuole aperte”

A Palazzo dei Priori si è parlato delle misure di contrasto alla povertà educativa messe in campo dall’amministrazione

date
24 febbraio 2026
- Alessandra Borghi
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Per l’anno scolastico 2025-2026 il Comune di Perugia attiva in via sperimentale il progetto “Scuole aperte”. L’iniziativa andrà a integrare le attività dei Gruppi educativi territoriali e altre progettualità già avviate, contribuendo a contrastare la povertà educativa e a ridurre le disuguaglianze soprattutto nei contesti dove l’offerta delle attività extrascolastiche è più fragile o assente. Una misura complementare ad altre, dunque, per assicurare una più efficiente copertura territoriale.

 

Il progetto “Scuole aperte”, approvato dalla giunta su proposta dell’assessora all’istruzione Francesca Tizi, è rivolto ai bambini delle scuole primarie e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e si concentra, in questa fase sperimentale, sugli Istituti comprensivi Perugia 1, Perugia 2, Perugia 3 e Perugia 5, realtà in cui non risultano già attive misure strutturate di contrasto alla povertà educativa in orario extrascolastico.

 

“Scuole aperte” prevede l’attivazione, negli spazi scolastici e oltre l’orario curricolare, di attività di supporto allo studio, proposte sportive, laboratori musicali, artistici ed espressivi, nonché percorsi di inclusione e socializzazione, con l’obiettivo di ampliare l’offerta educativa, rafforzare il legame scuola-territorio e coinvolgere attivamente le famiglie.

 

Per garantire l’effettiva realizzazione delle attività, il Comune sosterrà il progetto con un contributo economico pari a 7.500 euro per ciascun Istituto Comprensivo aderente, da destinare a interventi coerenti con il Piano dell’offerta formativa e da svolgersi in orario extrascolastico.

 

“Scuole aperte” si integra, in particolare, con i nuovi Get – Gruppi educativi territoriali, un ulteriore intervento strutturato del Comune di Perugia promosso e coordinato dall’assessora alle politiche sociali Costanza Spera, che punta a potenziare le attività educative, sociali, di prevenzione e di sostegno rivolte ai minori e alle famiglie del territorio. Le iniziative previste dai Get, attivati in numerose aree della città, comprendono laboratori e attività ludiche, aiuto compiti e supporto scolastico, educativa di strada e azioni di comunità, animazioni e momenti conviviali, iniziative interculturali e intergenerazionali. Tali gruppi, tuttavia, non coprivano anche le zone in cui sono situati i quattro istituti comprensivi interessati da Scuole aperte. Ora, quindi, l’intero territorio di Perugia sarà coperto da servizi extrascolastici attraverso progettualità distinte ma complementari, che condividono un obiettivo comune: offrire più opportunità educative, rafforzare i servizi e intercettare precocemente situazioni di fragilità, costruendo risposte concrete e diffuse nei quartieri.

 

***

 

“L’amministrazione mette l’educazione al centro delle politiche pubbliche e rafforza il ruolo della scuola come infrastruttura sociale fondamentale per la crescita della persona e la coesione delle comunità”, ha detto oggi la sindaca Vittoria Ferdinandi presentando a Palazzo dei Priori il quadro delle iniziative messe in campo affiancata dalle assessore Tizi e Spera, dal consigliere con delega alle politiche giovanili Lorenzo Falistocco e dalla dirigente Ilenia Filippetti (Unità operativa Servizi educativi e scolastici).

 

“Da quando ci siamo insediati – ha proseguito la sindaca – abbiamo lavorato per reperire risorse in modo da accompagnare maggiormente le famiglie nell’orario extrascolastico. Ci troviamo ad affrontare grandi temi, come l’inverno demografico, che ci rimanda alla carenza di un sistema di welfare capace di sostenere la crescita dei figli e che sollecita misure di conciliazione tra vita familiare e lavorativa. Per questo il Comune vuole fare la sua parte offrendo strumenti concreti alle famiglie per sostenere i bisogni educativi, culturali e sociali dei più giovani”. “Anche con Scuole aperte – ha aggiunto la sindaca -, accanto ad altre importanti misure, puntiamo su servizi gratuiti, un modo per ridurre le disuguaglianze, ma non solo. A fronte di problemi come la povertà educativa, specie nei territori periferici, e il disagio giovanile, secondo noi le scuole devono continuare a rappresentare un presidio di sicurezza e civico offrendo attività anche oltre l’orario scolastico. La nostra visione è chiara: credere nella potenza della comunità educante e stringere un rapporto sempre più stretto fra scuola, territori e istituzioni”.

 

“Tenere le scuole aperte per svolgere attività extrascolastiche – ha affermato l’assessora all’istruzione – significa valorizzarle come poli civici e culturali, accessibili e radicati nei quartieri. Non parliamo solo di didattica, ma di presìdi sociali capaci di offrire opportunità, sicurezza e relazioni, soprattutto dove mancano altri servizi. Vogliamo così sostenere le famiglie, sempre più numerose, che fanno fatica a conciliare tempi di vita e lavoro e offrire opportunità educative fondamentali a bambini e ragazzi che rischiano di restarne esclusi. Un modello già sperimentato con successo in altre città italiane, che Perugia sceglie oggi di adottare e adattare al proprio contesto territoriale. Le attività, che partiranno a marzo, andranno a completare la strategia di presa in carico educativa diffusa sul territorio”.  Accanto a ciò, Tizi ha ricordato anche che “si sta lavorando anche ai patti educativi territoriali: i primi due riguardano i territori di Ferro di Cavallo e Ponte Felcino”.

 

“L’amministrazione sta lavorando su più fronti per venire incontro ai bisogni delle nuove generazioni e delle loro famiglie – ha rimarcato l’assessora alle politiche sociali -. Ricordo che, oltre a dare continuità a misure di servizio sociale come i Get, già ampliati a dieci per coprire più territori, è stato inaugurato nella ex palazzina dell’Ufficio di cittadinanza Berioli il nuovo centro multifunzionale per adolescenti e giovani adulti nell’ambito del progetto triennale DesTEENazione, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Qui ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 21 anni di tutta la Zona sociale 2 possono trovare ascolto, opportunità educative e di rafforzamento delle loro competenze, occasioni di socialità e sostegno nelle proprie fragilità grazie a un modello innovativo e fortemente integrato con il terzo settore, il tessuto associativo, le scuole e la rete dei servizi sociosanitari”. Spera ha ricordato infine che, grazie anche alla collaborazione del consigliere Federico De Salvo, nell’ambito del progetto “Perugia per te” da marzo partiranno 25 incontri sui temi dell’adolescenza e del disagio e non solo, rivolti alle famiglie. Potenziato anche lo sportello psicologico in piazza del Melo con un ampliamento del numero di ore. Partito da poco il Tavolo per l’adolescenza che coinvolge anche servizi specialistici, associazioni e terzo settore: “Sarà un luogo di coordinamento, monitoraggio e valutazione di tutti gli interventi messi in campo”.

 

Secondo il consigliere Falistocco, “in meno di due anni di amministrazione, è stato dato un segnale fondamentale ai giovani. L’obiettivo è non lasciare indietro nessuno offrendo a tutti strumenti e opportunità per sviluppare le proprie capacità. Questa è una partita essenziale per la città, che può ripartire proprio dando possibilità alle nuove generazioni. Non a caso ci siamo impegnati anche nella riorganizzazione dell’Informagiovani”.

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