Commissione urbanistica: il 26 febbraio la seduta
Commissione urbanistica: il 26 febbraio la seduta
La IV commissione consiliare cultura, nel corso della seduta di martedì 24 febbraio, ha trattato due ordini del giorno entrambi sul tema del contrasto al fenomeno del bullismo.
Al termine del dibattito i consiglieri di maggioranza hanno ritirato il proprio atto, proponendo alcuni emendamenti (accolti) a quello dell’opposizione. All’esito l’unico atto rimasto è stato fatto proprio dall’intera commissione e approvato all’unanimità.
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Il primo atto, presentato dai consiglieri Volpi e Fruganti (FdI), aveva ad oggetto: “prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo in tutte le sue forme. Promozione di percorsi di mediazione tra pari ed educazione alla cittadinanza attiva;
Illustrando l’atto Nicola Volpi ha riferito che il bullismo e il cyberbullismo rappresentano fenomeni in preoccupante crescita (anche nel Comune di Perugia), sempre più diffusi tra adolescenti e preadolescenti. Proprio per questo nel 2022 la precedente amministrazione comunale ha promosso il progetto “No Cyberbullismo”, in collaborazione con istituti scolastici del territorio, prevedendo laboratori di mediazione tra pari, percorsi di prevenzione, attività educative e momenti di confronto. Il progetto necessita oggi di continuità e strutturazione.
Dopo aver riportato i dati principali sul bullismo, xx ha sostenuto che tale fenomeno colpisce tutte le fasce sociali ed, oltre ai giovani, anche i docenti.
A partire dal 2013, sono state attivate in Italia diverse forme di coordinamento tra istituzioni nazionali per affrontare il tema della violenza online tra i giovani. In questo contesto l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza è intervenuta più volte per promuovere l’introduzione della mediazione scolastica come strumento di prevenzione e contrasto della violenza tra pari.
Ciò in quanto, secondo numerosi esperti, la sola repressione non è efficace: è necessario infatti un intervento preventivo e sistemico, fondato su cultura del rispetto, riconoscimento reciproco e partecipazione attiva della comunità educante.
Ritenendo che la scuola sia il primo luogo in cui bambini e ragazzi sperimentano relazioni sociali complesse, ed è anche il contesto privilegiato per promuovere comportamenti responsabili con l’odg i due consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-a promuovere percorsi strutturati di formazione e sensibilizzazione rivolti a studenti, insegnanti, famiglie, operatori sociali e sportivi, in collaborazione con USR, Centri per le famiglie, soggetti pubblici o privati, istituti scolastici che abbiano adottato buone prassi, oratori, centri di aggregazione giovanile con scopi educativi;
– a sostenere progetti di mediazione tra pari, come strumento educativo;
-a istituire una Cabina di Regia inter-istituzionale permanente, composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale, del mondo scolastico, delle Forze dell’ordine, del Terzo Settore specializzato in materia, con il compito di monitorare l’evoluzione del fenomeno, valutare l’impatto delle azioni intraprese, proporre nuovi strumenti e coordinare le iniziative in corso;
-a incentivare attività educative personalizzate a favore dei ragazzi autori di comportamenti di prepotenza, che prevedano anche esperienze di volontariato sociale, rielaborazione del danno e recupero alla vita di comunità;
– a promuovere la collaborazione attiva tra famiglie e scuole, anche attraverso sportelli di ascolto e momenti di formazione congiunta;
– a diffondere la cultura della cittadinanza attiva, dell’empatia e dell’intelligenza emotiva nei contesti educativi e sportivi;
-ad educare all’’uso consapevole degli strumenti digitali;
-ad attivare azioni di prevenzione della violenza verbale e psicologica anche attraverso campagne pubbliche sui media locali e i social istituzionali.
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Il secondo odg, presentato dai consiglieri De Salvo (Anima Perugia), Donato (M5S) e Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) ha per oggetto: “azioni integrate per il contrasto al fenomeno del bullismo, in tutte le sue forme, nel Comune di Perugia.
Illustrando l’atto Federico De Salvo ha spiegato che il fenomeno del bullismo continua a rappresentare una criticità crescente, con ricadute sul benessere psicologico, sociale e scolastico di bambini, adolescenti e giovani adulti.
Il contesto educativo e sportivo ricopre un ruolo decisivo nella crescita armonica dei ragazzi, nella costruzione del senso civico e nella prevenzione delle condotte a rischio.
Inoltre le famiglie, gli insegnanti, gli operatori sportivi e gli educatori necessitano di strumenti adeguati per riconoscere e affrontare situazioni di disagio e comportamenti offensivi, anche digitali.
Nel Comune di Perugia sono presenti scuole, associazioni, società sportive e realtà del terzo settore attive in progetti educativi, formativi e preventivi. Tra di esse afas può rappresentare un partner importante per la diffusione di messaggi di prevenzione e sensibilizzazione.
In materia, secondo i proponenti, è opportuno procedere con alcune azioni, tra cui favorire percorsi permanenti di educazione all’uso consapevole della rete e delle nuove tecnologie, promuovere una cultura del rispetto, della gentilezza e dell’inclusione, attivare iniziative formative rivolte non solo agli studenti, ma anche a insegnanti, genitori, atleti, e allenatori, rafforzare la rete tra Comune, istituzioni educative e associazioni per prevenire e intercettare situazioni di vulnerabilità.
In ragione di ciò i proponenti impegnano l’Amministrazione:
-a promuovere, in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio, percorsi formativi e laboratori dedicati al contrasto del bullismo e del cyberbullismo;
– ad avviare programmi di formazione specifica per insegnanti, genitori, educatori, atleti e allenatori, finalizzati al riconoscimento precoce dei comportamenti a rischio e alla gestione educativa dei conflitti;
-a strutturare una rete stabile di collaborazione tra Comune, associazioni, società sportive, organismi del terzo settore, psicologi e professionisti qualificati, al fine di realizzare interventi continuativi e coordinati;
-a sviluppare campagne di sensibilizzazione pubblica, anche attraverso AFAS Perugia, per promuovere il rispetto, il buon uso dei social network, la prevenzione delle violenze verbali e digitali, e la valorizzazione delle buone pratiche di comunità;
-a favorire la creazione di sportelli di ascolto o punti di riferimento territoriali per studenti, famiglie e operatori, in collaborazione con le scuole e con le realtà che già operano nell’ambito del sostegno psicologico e sociale;
-a monitorare l’efficacia delle iniziative realizzate, valutando l’opportunità di introdurre, con cadenza annuale, un rapporto sullo stato dell’arte delle azioni comunali di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
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I proponenti, dopo l’illustrazione, hanno spiegato di aver concordato di redigere un atto unico sul tema, apportando alcuni emendamenti all’odg di Volpi.
Il primo propone di inserire nelle premesse il riferimento al già attivo progetto Desteenazione. Il secondo di aggiungere, sempre nelle premesse, il riferimento alle attività sociali di Afas.
Sul dispositivo è stato chiesto di aggiungere il punto su Afas, ossia “sviluppare campagne di sensibilizzazione pubblica, anche attraverso AFAS Perugia, per promuovere il rispetto, il buon uso dei social network, la prevenzione delle violenze verbali e digitali, e la valorizzazione delle buone pratiche di comunità”.
Infine sul dispositivo è stato aggiunto un ulteriore impegno ossia: “implementare azioni di coordinamento ed attività con il progetto Desteenazione”.
Gli emendamenti sono stati recepiti da Volpi e Fruganti, con conseguente trasformazione dell’odg in atto dell’intera IV commissione.
DIBATTITO UNICO SUI DUE ODG
Massimo Pici, dopo aver ricordato l’attività di Libertas Margot e le ultime iniziative realizzate nelle scuole, ha sostenuto che l’odg è pienamente condivisibile trattandosi di un fenomeno complesso che va trattato su più piani, interagendo, oltre che con i ragazzi e ragazze, anche con insegnanti e genitori.
L’assessora all’istruzione Francesca Tizi ha parlato di tema importante che tocca il benessere di bambini e ragazzi, ma anche delle relazioni nelle scuole e nella comunità.
Giusto che la politica si occupi, quindi, di queste tematiche. In questo senso entrambi gli odg sono condivisibili, ritenendo che il contrasto al bullismo non possa essere solo reattivo ma soprattutto preventivo ed educativo.
Va chiarito però quale è il perimetro entro cui il Comune di Perugia può muoversi, essendoci ambiti che non rientrano nelle competenze dirette dell’Ente: ad esempio non si può intervenire sui programmi scolastici né sui contenuti della didattica. Non vi sono poteri di indirizzo sull’organizzazione scolastica, né di governare strutture di coordinamento interistituzionali.
Ciò non significa sottrarsi al tema, ma al contrario concentrarsi su ciò che il Comune può fare davvero: rafforzamento reti territoriali, sostegno a progetti educativi nelle scuole, promozione percorsi di sensibilizzazione, supportare spazi di ascolto in accordo con i servizi territoriali, ecc. In quest’ottica sono state avviate alcune azioni, come i due patti educativi territoriali (Ferro di Cavallo e Ponte Felcino) già realizzati.
Per l’assessora Costanza Spera i citati patti educativi rientrano nell’ambito di un piano strutturato che segue una visione organica su temi così importanti per la comunità.
Ben venga, dunque, l’interessamento bypartisan del Consiglio comunale sul tema del contrasto al bullismo per rafforzare ulteriormente l’attività coordinata già avviata con tutti gli altri soggetti istituzionali competenti.
Spera ha spiegato che i fenomeni di bullismo recano alle spalle una situazione di disagio familiare molto strutturato; ciò richiede azioni volte a sostenere ed accompagnare tutto il nucleo che ruota intorno non solo alle vittime, ma anche agli autori delle violenze.
Davanti a un sistema tanto complesso, occorre intervenire con azioni strutturate e mirate (scuole aperte, progetto desteenazione, progetto Perugia per te, gruppi educativi territoriali, patti educativi ecc.).
In merito agli impegni contenuti nell’odg ed in particolare alla proposta di creare un tavolo di coordinamento, Spera ha spiegato che tale progetto è già stato avviato tramite la costituzione del tavolo per l’adolescenza all’interno del progetto “Desteenazione”.
L’assessora ha altresì spiegato che molte delle azioni proposte negli odg sono già state avviate, ma vi è la volontà di ampliare e valorizzarle ulteriormente.
Maurizio Petroni dell’Associazione progetto Matrix (attiva soprattutto sul contrasto al cyberbullismo), ha confermato la rilevanza del tema soprattutto alla luce dell’emergenza in atto su questo versante in tutta Italia. Gli odg proposti, dunque, vanno nella giusta direzione, anche se il bullismo rappresenta solo la “punta dell’iceberg”, essendo un fenomeno che certifica una situazione di complessivo disagio. Occorre quindi fare di più creando una cabina di regia e favorendo la mediazione tra pari. Il Comune, quindi, può fare molto: ad esempio riqualificare spazi vuoti da concedere a soggetti attivi per favorire il protagonismo diretto dei ragazzi.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha rivolto un invito alla commissione di procedere unita su questi temi, visto che non hanno colori politici. Stante il contesto di fragilità diffuso, serve quindi una voce unica ed un coordinamento puntuale che consenta di intercettare sia “a monte” che “a valle” i fenomeni.
Per Varasano la prevenzione resta azione basilare in stretto coordinamento con le associazioni attive sul territorio, dando concretezza al principio costituzionale della sussidiarietà. Tra le proposte più apprezzate dal consigliere vi è quella volta al recupero di spazi oggi vuoti, per dare ai giovani alternative concrete rispetto al mondo virtuale.
Elena Fruganti (FdI) ha aggiunto al dibattito la testimonianza di un ragazzo (Andrea Tomassini) sul tema del bullismo, specchio – ha detto – di una fragilità interiore sia del “carnefice” che delle vittime.
L’odg, ha spiegato, nasce da un’esperienza personale (tavolo di coordinamento interministeriale) che ha consentito di evidenziare come l’attenzione per il fenomeno debba crescere oltre che nelle scuole anche negli ambiti esterni, ove il bullismo trova terreno fertile (es. ambito sportivo).
Tra gli aspetti che possono favorire il bullismo vi sono l’orientamento sessuale, l’aspetto fisico ed infine i contrasti ingenerati dalle divisioni etniche.
Le vittime, è stato evidenziato, si rivolgono in prima istanza ai “pari”, poi a famiglie, insegnanti ed infine forze dell’ordine; ciò certifica la necessità di far sentire famiglie ed istituzioni più vicine ai ragazzi.
Sì, in conclusione, agli spazi di concertazione perché solo un lavoro interistituzionale può consentire di raggiungere risultati concreti.
Lorenzo Ermenegildi Zurlo (PD) ha ricordato che oggi è il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina ed ha quindi rivolto parole di pieno sostegno al popolo colpito dalla guerra. In merito all’odg ha parlato di atto condivisibile che va nella giusta direzione.
Il bullismo è un fenomeno complesso che va approcciato su tutti i livelli istituzionali per determinare un’inversione di marcia soprattutto sotto il profilo culturale, partendo dalle scuole.
Per Marko Hromis (PD) il dibattito ha fatto emergere aspetti positivi: innanzitutto sul metodo, visto che la commissione sta convergendo su una posizione unitaria. E poi il focus sulla prevenzione, fondamentale rispetto alla mera repressione.
C’è un aspetto che colpisce molto rispetto al fenomeno: capire quale apporto possono dare le giovani generazioni contro bullismo e cyberbullismo e come possono far propria la battaglia culturale che è stata più volte citata, visto che sono nati in un contesto digitale.
Insomma bisogna capire come far costruire “anticorpi sociali” ai ragazzi più giovani che sono i più esposti al fenomeno.
A tal proposito servono interventi tangibili onde dare concretezza ai tanti tavoli e cabine di regia che nel tempo sono state costruite o si vogliono costruire.
Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) alla luce del dibattito e della condivisione emersa tra le parti, ha annunciato il ritiro ufficiale dell’atto della maggioranza e di emendare, facendo proprio, quello presentato da Volpi e Fruganti. Ciò in quanto la battaglia sul tema deve essere comune e senza colori politici. E’ infatti in forte crescita la fragilità dei nostri giovani, con conseguente isolamento degli stessi verso il mondo virtuale.
Sì dunque all’adozione di azioni strutturate, che partano dalla sensibilizzazione nelle scuole e nelle famiglie ed alla stretta collaborazione con le associazioni che si occupano da tempo del fenomeno, nonché alla promozione di percorsi di mediazione tra pari.
In replica finale per Nicola Volpi un primo risultato è già stato raggiunto grazie al proficuo dibattito ed alla condivisione emersa in commissione.
Volpi ha quindi confermato la volontà di recepire tutti gli emendamenti proposti e di rendere l’atto proprio di tutta la commissione.
Dobbiamo essere in grado di governare i processi in atto – ha detto – fornendo strumenti utili alle famiglie, ai giovani ed alle associazioni che si impegnano su questa emergenza.




